Cane di Famiglia
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DOVE POSSIAMO LASCIARE IL CANE LIBERO DI SCORRAZZARE?

 

IL CANE E LE LIBERTÀ CONCESSE DALLA LEGGE

 

di Renato Fongaro

 

 

Molte volte ci vengono chieste delucidazione in merito alla possibilità di liberare il nostro cane per una scorrazzata nei parchi, terreni agricoli, demaniali, ecc, cioè in tutte quelle aree non destinate espressamente (tabellazione) come adibite a "zona sgambamento cani".

 

 

Osservando i regolamenti comunali, le leggi regionali e nazionali si evince che a dare indicazioni per tale possibilità siano la Legge numero 157 del 1992 (per tutto il territorio nazionale), dettagliata poi nelle rispettive Leggi Regionali (che ne danno  attuazione), oltre ad eventuali regolamenti comunali a cui vi rimando. Il tutto nasce, in primis, per tutelare la fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Sato, in secundis, per l'incolumità pubblica. Solitamente i regolamenti comunali sono molto similari tra loro e prevedono localmente la possibilità o meno di poter liberare il proprio cane nelle varie aree indicate da apposite tabelle. Non sono a conoscenza se i vari comuni italiani abbiano approntato documentazione in merito ad eventuali mappe o numeri telefonici pubblici ai quali rivoglersi per ulteriori delucidazioni in merito.

Ogni Regione ha però approntato invece una legge regionale che fa capo, appunto, alla L. 157/92, normando la possibilità, nei tempi e modi, di liberare su terreni privati o pubblici, i propri soggetti. Tali normative sono similari nei modi ma spesso non nei tempi. Un esempio esplicito è la regione Lombardia che permette, con nuova legge di pochi anni orsono, di usufruire di terreni (anche privati), indicandone eplicitamente il tipo di coltura calpestabile, per tutta la durata dell'anno. La regione Veneto ha appena normato la questione, legandola all'età del cane (fino a 18 mesi). Le norme attuative sono però ancora in corso.

 

 

Leggendo i riferimenti di legge si evince che le motivazioni e le deroghe alla legge principe (L. 157/92) ed alle rispettive Leggi Regionali, sono esplicite e legate esclusivamente a razze da caccia. Cioè tali deroge sono indirizzate a quei giovani soggetti che debbano essere preparati alla carriera di cani da caccia e non a qualsiasi razza o meticciamento.

Gli indirizzi della legge 157/92 e delle Leggi Regionali sono anche stati ripresi da taluni AA. TT. CC (Ambiti Territoriali di Caccia) e CC. AA. (Comprensori Alpini), che si estendo ad abbracciare le rispettive province d'appartenenza. Gli AA. TT. CC. e i CC. AA. hanno normato in forma ancor più restrittiva e cioè vietando di liberare il proprio cane a chiunque non sia iscritto a tali, sempre facendo riferimento ai tempi e modi indicati dalle Reggi Regionali.

Introduciamo, a questo punto, anche il significato che il legislatore ha dato di "attitudine di caccia" per affrontare un'ulteriore sfaccettatura della questione. Per "attitudine di caccia" s'intende "qualsiasi azione che tenda al reperimento della selvaggina irragiata sul territorio agro-silvo-pastorale" (fondi inclusi nella programmazione faunistica). L'azione non è legata quindi al solo uomo, ma anche ad un qualsiasi animale o mezzo utilizzato per il reperimento della fauna selvatica: il cane, qualsiasi razza o meticciamento appartenga, quando scorrazza ed annusa gli effluvi della natura al di fuori dal governo del proprietario (cioè senza guinzaglio ed al di fuori di normali percorsi tracciati) è accumunabile alla sitauzione sopra esposta e quindi il proprietario è perseguibile e sanzionabile dalla legge. Tali sanzioni sono sempre amministrative e l'importo è indicato nelle Leggi Regionali sotto "addestramento/allenamento cani al di fuori dei tempi e modi consentiti".

 

 

Non affrontiamo il caso più grave in cui il vostro cane abbia l'opportunità di tentare di mordicchiare un riccio, abboccare un giovane passero, una giovane lepre od un pullo qualsiasi: tale caso è riconducibile, in via di massima e se avvenuto al di fuori di quei tempi e modi consentititi dalla legge, al bracconaggio (ovviamente con tutte le attenuanti del caso). Ma tale è e rimane, come da rilievo degli agenti di P.G., ai quali è fatto obbligo applicare equamente la legge verso tutti, per non incorrere in omissione d'atti d'ufficio. Sarà poi il giudice ad esprimersi.

Oltre a ciò espresso sopra, sono già in vigore da anni e per legge, zone private (mappate ed indicate dalle amministrazioni provinciali) ove sono stati istituiti vari tipi di campi addestramento cani, chiamati tipo "A", "B" e "C", ove chiunque, previo accordo con il conduttore responsabile, può accedervi.

L'argomento è molto vasto (qui non trattato nella sua completezza e complessità) e la letteratura in merito affronta anche casi limite passati in giudicato.

Il consiglio generico è quindi, se non conoscete approfonditamente tali leggi, di non passeggiare MAI al di fuori delle aree atrezzate (tabellate dal Comune) o sentieri tracciati, con il cane sguinzagliato, sia esso a 2 metri che a 100 da voi.