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MORFOLOGIA FUNZIONALE: LA FORMA DEL COMPORTAMENTO DEL CANE

di Vittorino Meneghetti 

In quarantasette anni di studi, ricerche e viaggi condotti nei diversi Continenti, dopo una vita dedicata a preparare e condurre cani di tutte le razze in prove di lavoro internazionali in Italia ed all’estero, dopo essermi cimentato persino con qualche soddisfazione nell’allevamento delle razze che seguivo più da vicino, torno a interrogarmi sulla direzione che ha intrapreso la cinofilia ufficiale, quella che dovrebbe stabilire la giusta formula per la selezione delle razze dal punto di vista zootecnico.

La domanda fondamentale, a cui non mi sembra che qualcuno sinora abbia saputo o voluto dare un’autorevole risposta, verte intorno alla morfologia: abbiamo capito davvero che cos’è la forma del comportamento?

Nella mia vita mi sono occupato principalmente di cani da utilità: razze tra loro molto diverse, che variano dal Dobermann, al Rottweiler, al Pastore tedesco, al Pastore Belga Malinois, etc.

Analizzando queste razze, che sono tra le migliori razze da difesa, ci rendiamo conto che hanno delle forme anatomiche molto differenti: un Dobermann è differente da un Rottweiler, un Rottweiler è differente da un cane da pastore, etc. etc.

Sappiamo che la cinofilia ufficiale (F.C.I.) è nata nel 1911, cioè circa cento anni fa. Io che professionalmente “nasco” una cinquantina di anni fa, ho assistito ad un graduale ma drastico decadimento ed involuzione dei cani, soprattutto in quelli da difesa ed utilità.

Certamente non posso aver visto tutti i cani del mondo, ma diverse migliaia di cani posso assicurare di averle viste! e di averle viste impegnate in brevetti di lavoro, ZTP, prove di selezione… non ostante ciò e non ostante le esposizioni di bellezza, create dalla cinofilia ufficiale per giudicare e scegliere i soggetti “migliori”, l’involuzione è stata inesorabile in particolare nei due aspetti che io ritengo fondamentali: il primo, che è veramente drammatico, è la salute dei cani; l’altro, non meno importante, è il carattere.

Mi sono chiesto come mai questo processi di involuzione non ha coinvolto nella stessa misura tutte le razze in generale da lavoro; per esempio ho riscontrato che ha avuto un’incidenza minore nelle razze di cani da caccia, questo perché sono state sempre impiegate in base alla funzione (seguita, ferma, riporto, ecc) e nelle condizioni ambientali per cui sono state storicamente selezionate.

Ho indirizzato i miei studi sulle origini del cane da lavoro, a 360°, già nel 2000. Le evidenze storiche hanno dimostrato che tutto cominciò nell’ambiente della pastorizia circa 9/10.000 anni fa. Ancora oggi possiamo osservare che la salute dei cani tuttora impiegati in tale ambito è ottimale e difficilmente si trovano cani con gravi patologie.

 

Il lavoro pastorale, essenziale per la sopravvivenza umana e di conseguenza per quella del cane, che si era auto-addomesticato per collaborare con l’uomo, ha rappresentato il più ferreo banco di prova, anche a livello genetico, per la selezione naturale del cane. Più in particolare, la transumanza è il veicolo della diffusione dei cani da pastore e ciò che li ha forgiati, attraverso forti pressioni selettive: scarsità e bassa qualità di cibo; malattie infettive; infortuni e  morte. Tutti i cani che durante la transumanza funzionavano lavorativamente e resistevano, venivano scelti dall’uomo, che operava una selezione artificiale basandosi sul risultato della selezione naturale (selezione pastorale).

 

Pastore delle Alpi Apuane

 

Ho conosciuto da vicino anche il mondo pastorale moderno, nei diversi luoghi (sempre di meno purtroppo) nei quali tuttora si pratica la pastorizia, raccogliendo numerose testimonianze di cani da conduzione che non solo hanno una vita lunga, ma riescono a lavorare fino a 14/15 anni e non sono rari i cani che superano anche questo limite, quindi con un innalzamento dell’età media.

Ho osservato come i cani non vengano vaccinati contro le principali malattie, sebbene vengano comunque sverminati dopo lo svezzamento. Normalmente i pastori attuano questa pratica in contemporanea, sverminando allo stesso tempo i cani e gli armenti; i pastori sono ben consapevoli che un animale da reddito sano rende di più, anche in termini economici; allo stesso modo, anche un cane sano lavora meglio.

 

rilevazioni morfologiche

 

 

Comunque il tutto finisce lì, non è usuale per un cane da pastore far conoscenza con un veterinario! Questo significa che se hanno una vita medio-lunga e lavorano fino a tarda età è perché sono sani geneticamente, di solida costituzione fisica e con ottimi anticorpi.

Da alcuni anni mi sto dedicando, nel mio centro cinofilo – fattoria didattica, allo studio dei mestieri pastorali svolti dai cani ed in particolare da un’antica razza autoctona, mai riconosciuta dalla cinofilia ufficiale e per questo rimasta al di fuori del circuito delle esposizioni e delle prove sportive. Questo mi dà il grandissimo vantaggio di fare sperimentazioni e studiare sul campo, oltre che sui libri: vivere la pastorizia come un pastore pur non essendolo.

Ho così condiviso esperienze con chi da generazioni utilizza i cani per lavoro. Un pastore novantenne, ad esempio, mi ha raccontato che i cani da Pastore Apuano hanno una pelle tanto resistente ed elastica, che neppure i forasacchi riescono ad infilarvisi.

Io stesso ho riscontrato che durante la stagione estiva, quando cominciano a proliferare le zecche, nessuna di esse si appunta alla mia femmina di Pastore Apuano, mentre invece devo prestare molta attenzione a quelle che si attaccano al mio Australian Kelpie (razza che si è sviluppata molto recentemente). Questo perché il Pastore Apuano ha sviluppato nel tempo, lavorando a stretto contatto con gli ovini, un sottopelo talmente fitto e stopposo da impedire alla zecca di impiantarsi sulla pelle. Evidentemente anche questa è selezione genetica!

Mi ritornano allora in mente le parole del mio amico Daniele Piacentini, che ha sempre affermato: <<è il lavoro che determina il tipo e non viceversa>>.

 

A questo punto possiamo introdurre il concetto della forma del comportamento.

Esistono molte razze di cani, ognuna esegue un compito ed un lavoro specifico, in un modo specifico, in un contesto specifico.

Ognuna di esse ha un aspetto fisico unico, con-relato ad un profilo comportamentale adatto allo specifico compito e lavoro, ma è la particolare struttura anatomica che permette ad ogni specifica razza di compiere il suo lavoro più adeguatamente rispetto ad un'altra.

Prendiamo ad esempio proprio il cane da pastore Apuano e in generale tutti i cani da conduzione: sono strutturati fisicamente con una taglia medio-piccola di tipo lupoide, per poter svolgere al meglio il compito di conduttori di greggi al pascolo.

Osservando invece ad esempio il cane Corso, vediamo che è strutturato fisicamente di taglia medio-grande (di tipo molossoide) per poter svolgere al meglio le sue mansioni, di gestione di bovini e suini nell’ambito della masseria.

Un altro esempio è costituito dai Terrier da lavoro (Patterdale), strutturati fisicamente con una taglia piccola ed un torace di circonferenza ridotta, per poter svolgere al meglio il compito di cacciatore di nocivi in tana (tasso, istrice, volpe).

Per tutte le razze, con-relato alla forma del comportamento è il concetto dell’ambiente di sviluppo.

In base a questo è possibile formare e condizionare il comportamento del cane adulto, in modo tale che dia le prestazioni ottimali per il suo lavoro specifico, qualunque esso sia. Ovviamente alla base c’è un ottimo bagaglio genetico, di doti naturali e memoria di razza.

In sintesi: per ottenere il corretto comportamento del cane adulto ad un lavoro specifico, è importante far crescere il cucciolo e fargli fare esperienza (socializzare) con quella che sarà la specie animale con cui dovrà convivere, l’ambiente in cui dovrà vivere ed operare.

Questa è una selezione naturale perpetrata per secoli, che ha forgiato il cane da lavoro in ambiente pastorale; anche il cane da lavoro da difesa ed utilità viene proprio da questo mondo!

Allora mi chiedo: come mai le prove moderne di difesa ed utilità non hanno prodotto lo stesso risultato? Forse perché la cinofilia ufficiale non ha ancora capito il concetto della forma del comportamento!

Poniamoci proprio questa domanda: quale è la forma ideale del cane da difesa ed utilità? Quella di un Dobermann? Quella di un Rottweiler? Oppure quella di un Pastore conduttore (Pastore Tedesco e Pastore Malinois)?

Stiamo comunque parlando di cani catalogati dalla F.C.I. come cani da difesa e utilità, per i quali sono previste le stesse prove di lavoro.

Ad un attento osservatore, non può essere sfuggito il fatto che in questi ultimi cinquant’anni i campionati del mondo di addestramento da difesa e utilità sono stati sempre vinti, per trent’anni dai Pastori Tedeschi, e negli ultimi quindici anni dai Pastori Belgi Malinois.

Da queste osservazioni emergono due dati:

  1. il primo è che, se prendiamo come dato indicativo che i campionati mondiali sono sempre stati vinti da due cani da pastore conduttori, possiamo dire che la forma del comportamento migliore nel campo della difesa ed utilità (per come viene esercitata nelle prove di lavoro ufficiali) potrebbe essere quella di un lupoide di media taglia costruito in un rettangolo;
  2. il secondo è che, nonostante questi risultati, le razze da difesa ed utilità si sono comunque deteriorate nella salute e nel carattere.

 

Non credo che si possa affermare con certezza in modo universale quello che emerge dal primo punto; quanto meno, attualmente non ci sono dati scientifici che possano decretarlo, ma ancora una volta l’osservazione empirica ci dimostra come i migliori cani da lavoro, sia dal punto di vista strutturale che da quello funzionale, anche nell’ambito della difesa ed utilità siano quelli forgiati dal mondo pastorale.

 

Malinois in Mondioring

 

Per salvaguardare queste razze, nelle quali sempre meno si trovano ancora esemplari idonei al lavoro, è però indispensabile ripensare radicalmente il metodo di selezione e di riproduzione: le valutazioni morfo-funzionali devono essere condotte in ambiente di lavoro, ma soprattutto deve cambiare la cultura di quanti se ne occupano in modo professionale ed ufficiale, perché il concetto di bellezza deve essere sinonimo di utilità!

 

 

 


 

Le immagini, riprese in occasione della Manifestazione Cinofila tenutasi il 6 e 7 luglio a Zeri (MS) ritraggono: dimostrazione di lavoro con bestiame; rilevazioni morfologiche di Cani da Pastore Apuano; dimostrazioni di addestramento (mondioring), per le quali si ringraziano l’Azienda Agricola Merletti, l’Azienda Agricola Cavallanail KristAle Club ed il figurante Simone Fassina.