Cane di Famiglia
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INCONGRUENZE ARTICOLARI (DISPLASIE) NEL CANE

 

Sempre attuale è parlare della selezione di cani sani e senza patologie invalidanti, ma è anche importante capire che il problema è di difficile soluzione, tanto che ancora oggi non esistono certezze sul come affrontare la questione, forse escluso il solo piano di contenimento "efficace" oggi conosciuto, cioè allevare soggetti costruiti secondo i canoni della funzionalità, evitando quindi tutte quelle selezioni estreme che possono, in certa misura, produrre soggetti predisposti a manifestare la patologia scheletrica.

L'inganno (per modo di dire) è aver diffuso l'idea che questi problemi siano esclusivamente ereditari e trasmessi geneticamente, cosa assolutamente falsa, e che ha confuso parecchie persone. Per questo motivo non è possibile garantire cuccioli esenti da patologie scheletriche, anche se nati da 10 generazioni di riproduttori completamente esenti, così come è possibile trovare cucciolate con posteriori, ginocchia o gomiti sani pur nate da riproduttori affetti in certa misura da incongruenza articolare.

Ciò accade proprio per la caratteristica multifattoriale (ambiente, alimentazione, esercizio fisico, predisposizione genetica, costruzione morfologica, ecc) delle incongruenze articolari stesse. Appare chiaro quindi che è importante capire che un cane esente da displasia dell'anca (tanto per fare un esempio) potrebbe esserlo per la competenza con cui è stato allevato e cresciuto dal suo proprietario, ma essere poi geneticamente un cane portatore di alcuni fattori predisponenti la displasia stessa. All'opposto, potremmo trovare un cane risultato affetto da leggera o media displasia perché allevato e cresciuto in modo inadeguato, ma che a ben vedere, a livello genotipico, non è nemmeno portatore di caratteri ereditari che possono predisporre lui - o i suoi figli - alla patologia.

Certamente la regola principale ci dice che un cane affetto lo è perché portatore di un complesso genico (quindi fenotipico) che lo predispone a manifestare zoppie se mal tenuto... però, come detto prima, questa regola trova parecchie eccezioni.

Per finire, parlando dell'esame della discendenza per individuare i riproduttori con un bagaglio genetico predisponente alle varie patologie scheletriche, devo dire che è un sistema positivo di intervento solo se attuato nel campo zootecnico legato agli animali da reddito, ma che difficilmente può trovare un utilizzo serio e responsabile in campo cinotecnico. Il perché è facilmente intuibile, e cioè per l'impossibilità di poter valutare in condizioni identiche (tipo le stalle di controllo diffuse per gli animali destinati al macello) un gran numero di figli e di figlie dei riproduttori da testare.

 

Come ormai sappiamo, le incongruenze scheletriche (displasie) sono multifattoriali, quindi se dovessimo scoprire la "vera" percentuale di figli affetti prodotti da un determinato stallone, dovremmo accoppiarlo con varie femmine, e tenere un certo numero di suoi figli nello stesso ambiente, con le stesse razioni alimentari e sottoposti ad identica ginnastica funzionale, e questo dalla loro nascita ai due anni di vita. Solo a quel punto sarebbe possibile con buona sicurezza (la totale sicurezza non si otterrebbe mai) stabilire se quel dato stallone, o quella particolare fattrice, siano portatori o meno del genotipo predisponente a queste patologie (che ricordiamo non sono ereditarie nel senso stretto del termine). Ma poi, per i motivi espressi sopra, anche alcuni dei figli di questi stalloni e fattrici esenti da un punto di vista genetico, potrebbero manifestare, in vario grado e misura, dei problemi di displasia legati a fattori ambientali, riportando il dubbio sulla bontà di tali controlli.

Altri tipi di valutazione genotipica sulla discendenza sono fallimentari e prive di significato, perché le variabili indotte ed offerte dai singoli soggetti ceduti a differenti proprietari, tendono a falsare completamente la valutazione sul genotipo dei loro genitori e dei soggetti stessi sottoposti ad esame. Il fatto che la risoluzione dei problemi articolari non sia di facile soluzione, non significa certamente che si debbano cessare gli sforzi che tutti noi allevatori facciamo per avere cani sani e funzionali. Certamente è importante intervenire nei modi e nei tempi più efficaci, ma è altrettanto importante fare una corretta informazione dicendo la verità su certi argomenti, e cioè che le lastre, così come i controlli manuali (test Ortolani e “del cassetto”) non possono da soli risolvere il problema per i motivi che ho ora ho spiegato più che esaurientemente e tecnicamente.

Dobbiamo anche spiegare che, la motivazione economica che spinge a fare le lastre, non proviene dagli allevatori che le fanno, ma più precisamente dalle "lobby" veterinarie che hanno il loro bel tornaconto per quanto riguarda certi argomenti, perché ammettere che con una visita da 30 euro sia possibile individuare un cane sano (non sano nel senso delle lastre, ma nel termine più completo della parola) sarebbe una perdita economica enorme. E ammettere, da parte dei Kennel Club ufficiali, che per avere razze più sane si dovrebbero allevare soggetti meno estremi (angolazioni non esasperate, ossatura più leggera, muscoli meno ipertrofici, crescita più lenta, diete meno caloriche, cani meno grassi, ecc) sarebbe anche questa una perdita economica e di consensi, quindi le colpe non risiedono da un lato solo della cinofilia, ma bensì sono generali e diffuse in ogni settore.

Certamente esistono delle razze, e dei cross destinati al lavoro, ancora sane e funzionali (ma non sane al 100% perché la “patologia” fa parte della vita stessa), ma queste lo sono per coincidenze storico-morfologiche-selettive legate al mondo del lavoro, più che ad una consapevole presa di posizione sul piano della "salute" generale nei cani di allevamento.

 

 

Come allevatore, parlo ora a livello personale, devo dare la giusta importanza ad ogni parametro coinvolto nella selezione della mia razza (lo SBT) e quasi sempre (non sempre) cerco di accoppiare non solo soggetti che hanno gomiti, anca e ginocchia funzionali nel lavoro o nello sport (e questo indipendentemente dal grado di incongruenza riscontrato con le eventuali lastre o visite), ma anche SBT che respirano bene senza rantorale, che non hanno congiuntiviti croniche, che hanno il cuore forte e sano, che si riproducono in piena autonomia, che sono resistenti al dolore a allo stress psicofisico, che sono equilibrati, che sappiano difendere la loro famiglia, che abbiano un buon istinto predatorio, che sappiano utilizzare la loro bocca con efficacia, che non siano suscettibili alle allergie, che non soffrano il caldo o il freddo, ecc.

Non essendo facile trovare tutto questo in un unico soggetto, la valutazione zootecnica dei riproduttori va fatta soppesando costi e benefici in ogni singolo accoppiamento, senza cedere a dogmatismi che servono solo a limitare il pool genetico della razza. Quindi, per concludere il mio intervento, dico che è importante fare i controlli che oggi sappiamo essere in certa misura utili (lastre, visite manuali, impiego pratico sul campo, ecc), ma dico anche di valutare caso per caso ogni singolo soggetto anche su tutti gli altri parametri che ho nominato, parametri che, pur se tutti scrivono di tenere in considerazione, sono poco o punto selezionati dalla maggior parte degli allevatori attuali.

Per saperne di più sull'argomento trovate un buon articolo sulll'ultimo numero della nostra rivista Bloodline Magazine e sul mio ultimo libro "L'Arte della Selezione" (Edizioni IKC)

 

Daniele Santoni

(presidente Independent Kennel Club Italia)

 

 

Nella foto dei Greyhound da corsa: in queste linee di sangue della razza, linee selezionate per avere una costruzione funzionale e sana (performance) l'incidenza della displasia è molto bassa anche se mai si sono effettuate lastre negli ultimi 150 anni.

Fisiologia funzionale = cane sano.