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OSTEOARTRITE o OSTEOARTROSI (OA) NEL CANE

a cura della dott.ssa Silvia Bonasegale Camnasio

Capire l’evoluzione dell’OsteoArtrite, significa riuscire a prevenirla e trattarla con i metodi più adeguati.

L’OsteoArtrosi, più comunemente chiamata OsteoArtrite (OA) è una malattia degenerativa dell’apparato muscolo-scheletrico, che colpisce in particolare le articolazioni mobili.

 

apparato muscolo-scheletrico 

tipi di articolazioni

 

Chi colpisce? vediamo qualche numero.

Colpisce il 22% dei cani con età inferiore ad un anno, per il 50% cani dagli 8 ai 13 anni. Il 45% sono cani di razza grande e di questi, il 50 % è di razza gigante, il 28% sono di taglia media e di questi solo il 27% è di taglia piccola.

E’ una malattia che colpisce l’intero arco di vita e che comprende come cause sia l’invecchiamento anagrafico che quello biologico (dovuto quindi ad esempio ad usura/utilizzo dell’articolazione )

 

Cos’è esattamente l’ OsteoArtrosi?

L’OA è una malattia ortopedica che coinvolge tutta l’articolazione. Non soltanto quindi la cartilagine come invece si pensava fino a qualche anno fa. E’ una risposta iperattiva dei tessuti articolari tutti. Le cause sono molte.
Prima si tendeva a distinguere in cause primarie (senescenza, e cause idiopatiche, cioè ignote), e cause secondarie (cioè cause meccaniche, per traumi o pregresse patologie, quindi dovute un fattore scatenante).
Oggi invece si tende a distinguere più le cause in:

  •  fattori predisponenti: genetici e razza.
  •  fattori scatenanti: patologie pre-esistenti (ad es. displasia dell’anca o traumi)
  •  fattori perpetuanti ed aggravanti: obesità, invecchiamento e stress fisco.

 

Cosa succede all’interno dell’articolazione?

Superatoil concetto per cui l’OA sia solo una affezione della cartilagine, si è arrivati a capire che la malattia è di tutto l’”organo articolazione”.

A prescindere dalla causa, nell’OA avviene un’infiammazione che altera (aumenta) il volume del liquido sinoviale (il liquido che si trova all’interno dell’articolazione) ed altera anche la composizione in quanto aumenta al suo interno, degli enzimi che hanno effetti distruttivi sulle cartilagini.

Si crea quindi una progressiva erosione di diverso grado e livello, fino ad arrivare ad un consumo cartilagineo profondo, quasi fino all’osso. Foto disegno cartilagine osso
Si instaura quindi un circolo vizioso in cui la cartilagine degenera, crea l’infiammazione del liquido, che crea sostanze degenerative, che creano dolore e minore nutrizione alla cartilagine ed il giro si chiude.

Questa scoperta è stata fondamentale per un approccio terapeutico che non fosse solo ed esclusivamente anti dolore, dando il ruolo centrale all’infiammazione come processo attivo nella degenerazione.

 

Come si manifesta nel cane?

Il dolore in tutte le su manifestazioni è il sintomo principale, che quindi può essere evidente, in minor mobilità, zoppia, svogliatezza, minor resa sul lavoro, minor vivacità ecc. ecc.

Ovviamente a seconda dell’articolazione coinvolta si avrà una postura ed una sintomatologia diversa.

 

Come fare diagnosi di OsteoArtrosi?

Nel caso si abbia il sospetto di una malattia articolare, il veterinario dovrà essere consultato. Spesso il dolore non è manifesto in sede di visita, in quanto molti animali, per soggezione, per stoicismo, o carattere, non manifestano il dolore in modo conclamato, inoltre molti animali non manifestano dolore come atto di difesa, per non mostrare la loro vulnerabilità.

La visita ortopedica dovrà quindi tenere conto non soltanto del dolore, ma di moltissimi altri fattori, quali quelli predisponenti, con quindi una raccolta dei dati relativi al soggetto si valuterà il tono muscolare e dovrà essere fatta anche una visita neurologica, per escludere eventuali problemi in tal senso. Oggi poi sono disponibili molte tecniche diagnostiche per immagini che aiutano nella valutazione ed evidenziazione delle alterazioni.

 

articolazione (anatomia) 

 

Che approccio terapeutico affrontare?

Oggi l’approccio terapeutico all’OA è di tipo combinato si distingue in:

 

TRATTAMENTI CONSERVATIVI NON FARMACOLOGICI

 

DIETA

Spesso i cani affetti da OA sono sovrappeso e quindi la dieta dovrà essere mirata alla sua diminuzione in caso sia eccessivo, oppure al suo mantenimento, in caso non debba aumentare.
Si pensi che la diminuzione del peso è di per sé, uno dei migliori e più efficaci trattamenti antidolorifici, in quanto il diminuito carico sulle articolazioni provoca un sollievo immediato dal dolore.

 

ESERCIZIO

Il diminuito o mancato movimento dovuto al dolore, provoca un aggravarsi della situazione per cui è fondamentale riuscire ad adottare un programma di esercizi mirati e /o guidati da effettuare assieme al proprietario da valutare in base alle caratteristiche e condizioni del soggetto. Brevi periodi di attività, intervallati da riposo, diminuiscono gli stress funzionali sull’articolazione, ma preservano la mobilità.

 

FISIOTERAPIA

Oggi sono sempre più numerosi i centri fisioterapici veterinari attrezzati con vari agenti fisici utilizzabili nella fisioterapia veterinaria. Tra queste gli ultrasuoni, la termoterapia (caldo) o la crioterapia (freddo), la magnetoterapia e l’elettrostimolazione neuromuscolare.

Questi tipi di trattamento sono particolarmente efficaci per migliorare la funzionalità articolare, ridurre le contratture, migliorare il trofismo di muscoli e tendini e quindi diminuire il dolore.

 

TRATTAMENTI CONSERVATIVI FARMACOLOGICI

 

ANTI INFIAMMATORI NON STEROIDEI (FANS)

I FANS sono farmaci anti infiammatori ed analgesici. Il loro effetto viene espletato grazie alla inibizione di una sostanza chiamata CICLOSSIGENASI (COX), sostanza responsabile del dolore e dell’infiammazione appunto.
E’ noto da qualche tempo però che la COX è presente in due forme: la 2 responsabile della formazione dell’infiammazione (COX-2) e la 1 che è responsabile come COX-1 di un effetto gastro protettivo.

Ne deriva quindi che, se si somministrano FANS per lunghi periodi, si inibisce da una parte il dolore, ma dall’altra si inibisce l’effetto protettivo sulla mucosa gastrica che quindi risulterà più soggetta a gastriti e lesioni vere e proprie, molto frequenti e pericolose nel cane.

Ecco perché questi farmaci devono essere sempre somministrati a stomaco pieno.

Sono quindi stati studiati degli antiinfiammatori che, per poter essere somministrati per lunghi periodi, riescono ad inibire soltanto la COX-2 (quella cattiva diciamo) e non la COX-1 (o quanto meno la inibiscono in modo meno aggressivo) riuscendo così a limitare il danno gastrico. Sono i FANS inibitori della COX-2.

 

CONDROPROTETTORI

Come abbiamo visto precedentemente però, nell’OA non è solo presente dolore ed infiammazione ma anche quel circolo vizioso di produzione di sostanze degenerative del tessuto cartilagineo, che tanto influiscono sul dolore e sull’infiammazione.

Sono così nati dei farmaci chiamati NUTRACEUTICI.

Erroneamente definiti “condroprotettori” (protettori cioè dello strato cartilagineo dell’osso –condro-) sono sostanze che, se somministrate nelle giuste dosi e condizioni, se associate alle altre misure precedentemente descritte e somministrate il più precocemente possibile, possono determinare in tempi più o meno lunghi, una significativa modificazione dell’evoluzione clinica della malattia.

Sembra abbiano effetti positivi, a lungo termine sulla diminuita degenerazione della cartilagine e modificazione dell’evoluzione clinica della malattia. La loro azione potrebbe essere di riequilibrio metabolico della cartilagine con azione condroportettiva ma anche anti-infiammatoria ed antiossidante.

Perché sottolineo sembra? Perché in effetti, la reale efficacia di tali sostanze non è stata da tutti riconosciuta se non in vitro e su pochi studi sperimentali, dove ha effettivamente dato risultati (in particolari condizioni).

Molti concordano che possano avere efficacia solo ed esclusivamente se associati ad altri mix di farmaci, condizioni di utilizzo molto precoce, nonché di una reale valutazione ortopedica fatta in modo preventivo.

 

Lo studio sull’efficacia delle cozze verdi della Nuova Zelanda

Le cozze verdi della Nuova Zelanda, sono state oggetto di studio per la loro efficace azione antiossidante ed antinfiammatoria. La polvere di questi molluschi (senza il guscio) contiene una concentrazione molto alta di acidi grassi polinsaturi, oltre che condroitina e glutamina. La combinazione di queste sostanze, assieme a vari micronutrienti antiossidanti, può avere un effetto positivo sulla progressione dell’osteoartrosi.

Una nota casa di mangimi (la Royal Canin) ha condotto uno studio su 85 cani con artrite . Cani esaminati in 25 cliniche diverse e con artrite quindi diagnosticata e conclamata, su cani di tutte le taglie, non in sovrappeso e con nessuna altra malattia. L’alimentazione con cozze verdi in 50 giorni, ha permesso di valutare, dal giorno 0 al 50° la variazione dei segni di dolorabilità e funzionalità articolare, aumento o diminuzione del gonfiore ecc.

Alla fine dei 50 giorni è stato dimostrato un effettivo miglioramento delle condizioni del 36% sui soggetti testati.

Una piccola precisazione è doverosa per un approccio più scientifico di questo dato. Ovviamente non si può non considerare valido questo studio, in quanto è stato fatto considerando in modo oggettivo i sintomi clinici della malattia. E’ però pur sempre un dato parziale, in quanto non si ha, nelle stesse condizioni, un campione parallelo di soggetti che siano stati valutati, SENZA che abbiano preso le cozze verdi. Ciononostante ritengo che tale risultato possa essere considerato significativo soprattutto riferito ad un periodo breve come quello del test.

Inoltre un altro studio fatto (Bierer & Bui, 2002) su un gruppo più ridotto di cani, con gruppo di controllo, quindi senza l’assunzione delle cozze verdi, ha dimostrato lo stesso miglioramento, nello stesso periodo, a fronte di nessun miglioramento, nei cani che non avevano assunto il composto.

 

OSTEOARTROSI E ALIMENTAZIONE

Come abbiamo visto, l’osteoartrite è una malattia articolare che coinvolge tutta l’articolazione e che si può instaurare in conseguenza di moltissimi fattori, primi fra tutti le malattie ortopediche e tra queste, quelle legate allo sviluppo sono certamente le più frequenti.

Gli errori dietetici sono certamente una delle cause di disordini osteoarticolari nel cane, sia intesi come carenze che come eccessi nutrizionali.

Al contrario quindi, l’assunzione di una dieta ottimale è in grado di prevenire efficacemente ed addirittura di diminuire la gravità della malattia. In certe situazioni la sola dieta è in grado di ripristinare l’integrità scheletrica.
Attraverso l’alimentazione, durante l’accrescimento, l’organismo è in grado di assimilare sostanze nutritizie (calcio, fosforo, vitamine ecc. ecc.) ed energia.

E’ stato provato che una lieve diminuzione dell’assunzione di energia, può da una parte rallentare l’accrescimento, ma non influisce sulla taglia futura del cane.

Semplicemente il cane crescerà più in fretta rispetto alla norma, quando la condizione di malnutrizione o malattia di breve durata vengono a cessare.

Al contrario, un eccesso di energia durante l’accrescimento, non provoca un accumulo di grasso ma accelera la crescita (entro i limiti della dimensione di razza che dovrà raggiungere).

Non è importante da dove derivi questa energia (se da proteine, grassi o carboidrati) l’eccesso, fa crescere più velocemente.

La conseguenza di questo, provoca un raggiungimento di una lunghezza maggiore dell’osso con conseguente aumento di peso del cucciolo, con un aumento anche di incidenza (rispetto a cuccioli alimentati meno) di malattie osteoarticolari.

 

eccesso di energia

 

Le conseguenze su cani di grossa taglia (nello studio sono stati osservati gli Alani) è stato un aumento di circa il 60% di malattie scheletriche (osteocondrosi), soprattutto alla spalla. Diversi studi hanno poi evidenziato come un sovraccarico di peso, dovuto all’accrescimento aumentato, anche in altre razze portasse ad una aumentata incidenza di malattie osteoarticolari, in particolare, nel Labrador Retriver, c’è stato un incremento di displasia dell’anca e lassità articolare.

Dallo studio è inoltre emerso che è stato l’aumento di peso ad aver creato la maggior incidenza di malattia e non le sostanze assunte (proteine ad esempio). Questo nel cucciolo.

Nell’adulto, l’aumento di energia assunta con l’alimentazione si traduce, invece, in aumento della massa grassa, con conseguente aumento di peso. (il 28-44% dei cani è sovrappeso)
Questo porta ad una azione meccanica di sovraccarico delle articolazioni, con conseguente malattia, probabilmente dovuta anche ad un fattore ormonale, visto che, nei cani in sovrappeso pare ci sia una diminuzione di ormoni della crescita.

 

Il ruolo del Calcio

Mentre è certo che una carenza effettiva di calcio durante l’accrescimento sia in grado di creare patologie quali osteoporosi e fratture ossee, è altrettanto vero che anche l’eccesso di calcio provoca altrettanti danni, provocando soprattutto un mancato o diminuito rimodellamento dell’osso, con conseguente aumento di incidenza di displasia dell’anca e di moltissime altre patologie articolari, del gomito e della spalla.

Questo perché il calcio viene assorbito nell’intestino del cucciolo fino a 6 mesi in modo non controllato, passivamente, senza filtro. Solo dopo i 6 mesi l’assorbimento diventa controllato e quindi si ha una effettiva protezione dall’eccesso di calcio.

LA QUOTA DI CALCIO RACCOMANDATA PER UN CUCCIOLO IN ACCRESCIMENTOE’ DI 0,5 g di Ca/Kg di peso corporeo AL GIORNO. IL FABBISOGNO MINIMO E’ DI 0,37g di Ca/kg di peso, a prescindere dalla taglia e razza.

C’è quindi una zona di sicurezza per l’assunzione di Calcio, entro cui non si svilupperebbero malattie.

 

apporto calcio cucciolo

 

La vitamina D

Il ruolo della Vitamina D nell’accrescimento del cucciolo è fondamentale. Essi non sono in grado di sintetizzarla in modo adeguato (come invece lo sono gli erbivori e gli altri onnivori), anche sotto stimolazione dei raggi ultravioletti. La vecchia credenza per cui basta stare al sole per far fissare la vitamina D non è valida per i cani.

Uno studio ha dimostrato che una carenza nell’alimentazione di vitamina D, anche se associata al giusto fabbisogno di calcio e fosforo ed altri componenti, ha causato rachitismo nonostante ci sia stata la giusta esposizione al sole.

Anche l’eccesso provoca malattia nei cuccioli, con gravi disturbi dell’ossificazione.
La vitamina D quindi deve essere assunta nell’alimentazione attraverso l’olio di fegato di pesce, burro, latte e tuorlo d’uovo.

 

Quali patologie esitano più frequentemente nell’OsteoArtrosi?

E’ indubbio che uno stress meccanico di una articolazione, crea una situazione predisponente alla degenerazione articolare. Lo stress può essere dovuto ad un peso eccessivo, un super carico su una articolazione sana, oppure un peso normale su di una articolazione alterata.

Molte sono le malattie che possono creare tali condizioni e si concentrano soprattutto su quelle articolazioni ad alta mobilità e carico, quali l’anca, il ginocchio, il gomito e spalla.

La displasia del gomito, quella dell’anca, la rottura del legamento crociato, ma anche i difetti di appiombo degli arti sia anteriori che posteriori, quali il valgismo o i varismo per citare le più note, ma sono davvero moltissime.
Patologie la cui causa spesso è di tipo ereditario o di predisposizione genetica, o dovuta ad errori alimentari, che tratteremo nel prossimo articolo, dedicato proprio alle patologie articolari associate agli errori di tipo alimentare.

 

APPROCCI TERAPEUTICI INNOVATIVI E ALTERNATIVI

Lo sviluppo delle scienze offre ogni giorno di più nuove opportunità per il trattamento delle patologie; tra queste si segnalano l'impianto di grani d'oro, l'ozonoterapia, la medicina rigenerativa attraverso gel di piastrine (PRP) o cellule staminali, di cui ci occuperemo in un ARTICOLO DEDICATO.

 

Prevenzione dell’OsteoArtrite e conclusioni

Per concludere pochi consigli per prevenire questo tipo di malattia tanto invalidante e frequente nei nostri cani.
Una corretta alimentazione, a partire da cuccioli, è certamente una prevenzione fondamentale, in quanto elimina o quasi una delle cause più frequenti di OA, l’errato accrescimento. Questo infatti, creando delle articolazioni non corrette nella loro angolazione, crea le condizioni per il formarsi della malattia.

Inoltre il giusto contenimento del peso, fa si che il carico articolare non sia stressato.
Effettuare una visita ortopedica nei soggetti di grossa o grossissima taglia, anche di tipo preventivo e comunque in età precoce per valutare lo stato di accrescimento del cucciolo, può certamente essere un ottimo approccio per evitare e prevenire possibili problemi.

Sarà quindi il medico a valutare una terapia qualora fosse necessaria.
Il giusto quantitativo di movimento nei cani atleti, senza sovraccarico di lavoro, fatto soprattutto in età adeguata, quando cioè lo scheletro è totalmente formato.

CONTROLLO DEL PESO, non lo dirò mai abbastanza, è in assoluto il più importante consiglio per prevenire l’OA.

Infine concludo dicendo che, fortunatamente esistono anche in medicina veterinaria molti metodi diagnostici e terapeutici atti a curare al meglio i nostri amici a 4 zampe. Affidarsi a centri specializzati, con ortopedici di esperienza, è certamente la soluzione vincente per il benessere del nostro cane.
Dubbi, domande? Puoi contattarmi da qui.

 

 

Per la collaborazione si ringrazia la dott.ssa Laura Ferri della Clinica Veterinaria Sant’Anna

 

Bibliografia:

  • Approccio Medico Combinato nell’artrosi del cane (Carlo Maria Mortellaro articolo pubblicato su Veterinaria Agosto 2004)
  • Tesi di Laurea Università degli Studi di Padova Approccio multimodale nel trattamento dell’Osteoartrite del cane e del gatto (Susanna Orefice Anno acc 2014/2015)
  • Nutrizione e artrosi nel cane Pascal Pibot, Vincent Biourge, Denise Elliott.