Cane di Famiglia
- capire il tuo cane

 

 

I nostri cani spesso sovralimentati

Una delle cause che sovente abbiamo riscontrato, nell’esperienza diretta e indiretta, all’origine di diversi problemi manifestati da cani di famiglia, è rappresentata dalla sovralimentazione.

Il proprietario medio, poco esperto ma molto premuroso, generalmente preferisce eccedere nella razione, convinto di far più contento il cane e di fargli anche del bene per la salute, specialmente se si tratta di un cucciolo “per farlo crescere forte e sano”.

Queste intenzioni, seppur lodevoli, producono viceversa molto spesso risultati molto diversi da quelli attesi e non sempre prevedibili; può capitare infatti che un cane sovralimentato “ingrassi” o viceversa che rimanga troppo magro perché non riesce ad assimilare la razione, può capitare che si accresca in modo eccessivo o in modo scorretto, che sviluppi patologie dalle più banali alle più gravi, anche in funzione dell’età.

 

Le tabelle per il dosaggio dell’alimento (feeding guides), indicate sulle confezioni, sono generalmente calcolate attraverso formule più o meno attendibili, ma ricondotte poi a valori medi che non sempre rappresentano le reali esigenze di ciascun cane. Anzi!!!

Ogni cane è unico e per questo l’unico metodo che ci sentiamo di raccomandare è osservare quotidianamente il suo stato di forma, la sua vitalità, il suo appetito, la comparsa di eventuali segni di anomalia (muco in eccesso nello scolo lacrimale, cerume in abbondanza nelle orecchie, bava densa, comparsa di brufoli, forfora, pelo eccessivamente lucido e grasso, alito cattivo, feci molli e maleodoranti, flatulenze, ecc.) e pesare il cane con una certa frequenza, possibilmente una volta a settimana per i cuccioli e una volta al mese per gli adulti.

In questo modo potrete sempre correggere e riequilibrare la razione giornaliera, che dovrà essere divisa in due pasti (per i cani di taglia grande e gigante) o addirittura in tre pasti (per i cuccioli) e somministrata possibilmente a orari adeguatamente distanziati, dopo le uscite giornaliere.

  

Capire il fabbisogno energetico di ciascun cane

Si pone, innanzi tutto, l’interrogativo su quale sia il valore di partenza, dal quale poi procedere con gli aggiustamenti in più o in meno per calibrare al meglio la razione.

Per questo scopo, confrontando empiricamente diversi metodi e modelli proposti dalla letteratura e osservando la rispondenza con i soggetti che conosciamo, anche grazie ai riscontri degli utenti del nostro forum.

Innanzi tutto, un elemento imprescindibile e che naturalmente si trova riportato sulle etichette di tutti gli alimenti, per stabilire la razione giornaliera, è costituito dal peso del cane.

 

La proporzione di incremento della razione in base all’incremento della taglia è, però, elemento di incertezza anche in letteratura scientifica, tanto che sono stati elaborati diversi modelli di calcolo, rispetto alla taglia del cane, tra i quali a titolo di esempio indichiamo: 

  • Formula lineare ((30*peso corporeo)+70) * 1.4

  • Formula di superficie (97*(peso corporeo^0,67)) * 1.4

  • Formula di peso metabolico (70*(pesocorporeo^0,75)) * 1.4

 

Il fabbisogno di elementi nutritivi e calorie, varia in funzione di moltissimi parametri, non tutti facilmente riconducibili a formule predittive, poiché gli effetti possono compensarsi parzialmente o completamente in determinate condizioni: pensiamo ad esempio all’alimentazione del cane durante i mesi più caldi dell’anno!

 

Molti di noi pensano che sia la stagione nella quale sia opportuno somministrare un’alimentazione più magra e leggera, poiché osservano che il cane perde appetito e diminuisce le proprie attività: questa osservazione è corretta, ma al tempo stesso bisogna tenere in considerazione che il suo fabbisogno energetico basale aumenta in ragione della necessità di dissipare calore corporeo per mantenersi in condizioni di termoneutralità.

Sarebbe pertanto opportuno ridurre le razioni alimentari (che comportano anche un impegno energetico in proporzione), privilegiando però una dieta a elevata digeribilità e densità energetica, come nei mesi più freddi dell’anno. Sono, casomai, le mezze stagioni (quando la temperatura ambientale è compresa tra 0° e 25°) quelle in cui l’impatto termico è meno importante per il fabbisogno energetico del cane.

 

Un altro elemento che è difficile prevedere è quanto possa essere “attivo” un cane, perché la maggior parte di noi è convinta di impegnare a sufficienza il cane con attività ludiche, oppure offrendogli la disponibilità di spazio all’aperto, o facendolo socializzare con altri cani negli sgambatoi comunali, ecc.

 

Tutto ciò, però, può essere poco impegnativo per il cane, se effettuato nel più totale relax, mentre invece pochi minuti di esercizio in addestramento sotto stress possono comportare un impegno più importante.

 

Tra i tanti elementi che concorrono alla determinazione del fabbisogno nutrizionale, in particolare in termini energetici, vanno poi menzionati l’età del cane, il suo temperamento, lo stato di salute (e se si tratta di una femmina, l’eventuale stato di gravidanza o lattazione); ve ne potrebbero essere molti altri, ad esempio il tipo di costituzione del cane (molossoide, lupoide, braccoide, graioide), la lunghezza del pelo e la presenza del sottopelo… ma non tutto si riesce a modellizzare in modo utile e lasceremo al nostro lettore il piacere di complicare ulteriormente il calcolo in base a ciò che riterrà opportuno; di seguito forniremo invece una sintetica linea guida che illustra le basi che abbiamo utilizzato per calcolare la razione indicativa in base alle caratteristiche del cane.

 

Abbiamo approntato un semplice foglio di calcolo, per stimare la giusta razione giornaliera. Raccomandiamo di considerare il risultato a livello indicativo e mai prescrittivo e di studiare prima attentamente le istruzioni contenute nel presente articolo.

 

 

 

La formula che proponiamo per calcolare il fabbisogno energetico

Sulla base di tutto quanto sopra esposto e delle ipotesi che intendiamo proporre sperimentalmente, abbiamo elaborato una formula, che impiega coefficienti in parte differenti rispetto ad altri consultabili in letteratura come pure in rete.

Senza la pretesa che la formula possa fornire a tutti un valore certo, anche in considerazione della soggettività con cui ciascuno di noi può valutare determinate condizioni interne ed esterne al cane, proponiamo di procedere nel seguente modo:

  

1. determinare la proporzione rispetto alla taglia

Abbiamo scelto di utilizzare la formula del peso metabolico, in quanto è quella che fornisce i risultati più contenuti; ciò allo scopo di prevenire il fenomeno della sovra-alimentazione; come fattore correttivo abbiamo scelto di incrementare il risultato di un 2% pertanto sarà sufficiente:

PESO FISICO DEL CANE ^ 0.75

 

1bis. adattare la proporzione rispetto allo stato di forma

Una via complicata sebbene suggestiva sarebbe stata quella di misurare la differenza tra il peso effettivamente riscontrabile con la bilancia ed il peso-forma ottimale che si desidera raggiungere per un determinato cane (che dev’essere il peso corretto per la sua età, se ancora in accrescimento).

Poiché il peso-forma ottimale richiederebbe anche l’analisi di indicatori di massa magra, massa grassa e relativa distribuzione, peraltro di difficilissima stima, proponiamo di utilizzare come coefficienti moltiplicativi:

  • 0.85 se il cane è sovrapeso
  • 1.00 se il cane è in linea
  • 1.15 se il cane è sottopeso

In questo modo sarà abbastanza semplice, per approssimazioni successive, giungere alla corretta razione osservando lo stato di forma del proprio amico quadrupede!

 

2. determinare la proporzione rispetto all’età

Abbiamo scelto di utilizzare coefficienti ormai di pubblico dominio, che stabiliscono un moltiplicatore incrementale per i cani più giovani, che aumenta di un 10% circa per ciascun mese di età inferiore agli 11 mesi, quindi si applicherà, ad esempio:

  • 1.1 per un cane di 10 mesi
  • 1.5 per un cane di 6 mesi
  • 1.9 per un cane di 2 mesi

ed un moltiplicatore decrementale per i cani più anziani, che dal 7° anno di vita in poi, riduce di circa il 3,5% la razione per ogni anno successivo, per cui utilizzeremo ad esempio:

  • 0.965 per un cane di 7 anni
  • 0.930 per un cane di 8 anni
  • 0.890 per un cane di 9 anni

Tutto questo, come risulta evidente, non può ovviamente considerare le diverse curve di accrescimento dei cuccioli di diverse razze, come neppure l’aspettativa di vita media e la conseguente senescenza.

 

2bis. adattare la proporzione rispetto al temperamento

Sebbene vi siano studi secondo i quali il temperamento più o meno attivo possa determinare differenze in termini di dispendio energetico che possono arrivare persino al 40%, è nostra opinione che per un cane cittadino o comunque non impiegato professionalmente, l’attività spontanea (es. camminamento piuttosto che stasi) non comporti incrementi così rilevanti, per cui proponiamo di utilizzare come coefficienti moltiplicativi:

  • 1.00 se il cane ha un temperamento calmo, pigro, placido
  • 1.05 se il cane ha un temperamento normalmente attivo
  • 1.10 se il cane ha un temperamento nevrile, iperattivo

 

 

2ter. correggere la proporzione per i cani sterilizzati

Molto arduo stimare l’impatto della sterilizzazione, su un cane che già di suo conduce uno stile di vita casalingo e comunque può variare da soggetto a soggetto; per questo, nella nostra formula esemplificativa proponiamo di ridurre leggermente l’apporto energetico per i cani sterilizzati, utilizzando come coefficienti moltiplicativi:

  • 0.9 se il cane è sterilizzato
  • 1.0 se il cane è integro

 

3. determinare la proporzione rispetto all’attività del cane

Il fabbisogno energetico del cane aumenta notevolmente quando è impegnato in attività lavorative, in particolare quelle che comportano uno stress fisico e mentale. È particolarmente complesso e rimandiamo ad altra trattazione lo sviluppo di modelli di analisi del fabbisogno nutrizionale del cane sportivo e del cane lavoratore, che cambia a seconda delle condizioni di lavoro, che si tratti di prestazione pura (es. difesa), di resistenza (es. traino di slitta) o di un mix di entrambe (es. conduzione di bestiame).

 

Non tutti i professionisti sono necessariamente abbastanza edotti su come preparare e alimentare il proprio “cane da lavoro” tuttavia in questa sede cercheremo di fornire un’indicazione di massima che possa essere utile ai cani di famiglia che si cimentano in attività sportive, qualora siano impegnati almeno 1h al giorno (se particolarmente stressante, anche ½ ora può comportare un incremento del consumo energetico di una certa rilevanza) per cui proponiamo di utilizzare come coefficienti moltiplicativi:

  • 1.20 se il cane svolge attività sportiva impegnativa per almeno 1h/giorno
  • 1.00 se conduce un normale stile di vita (giocare, passeggiare, ecc.)

 

3bis. determinare la proporzione rispetto allo stato fisiologico del cane

Uno dei fattori più importanti, che determinano un aumento del fabbisogno energetico del cane, in questo caso femmina, è quando si trova in stato di gravidanza o quando sta allattando i suoi cuccioli; ciò risulta evidente pensando che la razione alimentare serve per nutrire non soltanto la fattrice ma anche tutta la cucciolata!

Non da meno, è importante fornire tutte le risorse necessarie per fronteggiare uno stato di malattia e del successivo recupero nella fase di convalescenza, in quanto l’organismo trova la forza proprio nel nutrimento. La cosa può farci sorridere pensando ai nostri cani, già belli pasciuti, è sufficiente osservare soggetti debilitati (ai quali anzi può essere utile somministrare un integratore ricostituente) per riscontrarla concretamente.

 

A tal fine proponiamo di utilizzare come coefficienti moltiplicativi:

  • 1.20 per i cani in terapia o convalescenza
  • 1.50 per le fattrici in gestazione o lattazione
  • 1.00 nel normale stato fisiologico

 

4. determinare la proporzione rispetto alle condizioni ambientali

Un cane che vive in casa sarà, a parità di temperamento, nelle condizioni di esprimere minore attività, rispetto a un cane che vive all’aperto e può quindi dedicarsi a inseguire insetti e piccoli rettili, rispondere all’abbaio dei vicini, rimanere in vigilanza per individuare rumori o movimenti sospetti, ecc. Per questo proponiamo di utilizzare come coefficienti moltiplicativi:

  • 1.0 se il cane vive in casa
  • 1.1 se il cane vive all’aperto

Inoltre, poiché un cane che vive in casa risente in misura inferiore delle escursioni termiche (alle quali è soggetto soltanto per il tempo delle passeggiate o delle attività sportive), proponiamo di utilizzare un coefficiente di:

  • 0.6 rispetto agli adattamenti climatici di cui al successivo punto 4bis se il cane vive in casa
  • 1.0 rispetto agli adattamenti climatici di cui al successivo punto 4bis se il cane vive all’aperto

 

4bis. adattare la proporzione alla temperatura ambientale

Come già detto, a parità di attività il fabbisogno energetico del cane aumenta:

  • al di sopra dei 25° per l’esigenza di dissipare il calore
  • al di sotto dei 10° per l’esigenza di mantenere il calore

In conseguenza di ciò, proponiamo di utilizzare coefficienti moltiplicativi di:

  • 1.00 se la temperatura esterna è compresa tra 10° e 25°
  • un coefficiente moltiplicativo maggiore di 1.00 e crescente al di sopra dei 25°, che possa arrivare a 1.15 o anche 1.20 quando si superano i 30°
  • un coefficiente moltiplicativo maggiore di 1.00 e crescente al di sotto dei 15°, che possa arrivare a 1.20 in corrispondenza degli 0° e ancor più grande sotto lo 0° arrivando ad esempio a 1.50 quando si arriva a -10°

 

NOTA 1: la temperatura ambientale andrebbe rilevata dopo il tramonto del sole, in quanto l’effetto complessivo è più importante nei mesi freddi, che non nei mesi caldi.

NOTA 2: come indicato al punto 6, qualora il cane viva in casa l’effetto delle temperature al di fuori del range compreso tra 10° e 25° è molto più contenuto, quindi proponiamo di adattarlo con un correttivo di 0.6

 

Calcolare la corretta razione alimentare in base al fabbisogno energetico

Dopo aver calcolato il fabbisogno energetico, espresso in Kcal/giorno (chilocalorie al giorno) dobbiamo capire quanti grammi di alimento ci occorrono per soddisfarlo!

La maggior parte dei mangimi industriali, sia secchi che umidi, ci fornisce l’apporto energetico espresso in termini di Energia Metabolizzabile, ovvero la quantità di Energia Totale Lorda che il cane è effettivamente in grado di utilizzare. Dovremmo poi considerare non soltanto il valore energetico, ma soprattutto quello nutritivo, quindi al valore biologico, ma anche a quello nutraceutico, ecc.

Ciò dipende, evidentemente, da fattori intrinseci a ciascun ingrediente e dal processo produttivo impiegato per produrre l’alimento, ma anche a fattori riguardanti l’organismo dell’animale che se ne nutre, che ne determinano la relativa biodisponibilità.

Fatte queste debite premesse e rimandando ad altra trattazione lo studio dei più attendibili metodi di calcolo dell’apporto energetico di un alimento, consigliamo in ogni caso di effettuare quanto meno un calcolo semplificato, con le proprie mani, perché abbiamo riscontrato che diversi produttori indicano erroneamente l’Energia Totale Lorda (che è ovviamente maggiore) anziché l’Energia Metabolizzabile effettiva!

Utilizzando i coefficienti di Atwater rettificati (che consentono una buona approssimazione) sarà sufficiente sommare tra loro i prodotti delle seguenti moltiplicazioni:

  • % di proteine * 10 * 3,5
  • % di grassi * 10 * 8,5
  • % di carboidrati * 10 * 3,5

 

la percentuale di carboidrati si ottiene per differenza:

100 – (proteine + grassi + fibre + ceneri + umidità)

 

sfortunatamente vi sono anche produttori che non indicano la percentuale di ceneri o quella di umidità; in tal caso si potrà utilizzare un valore ipotetico, ad esempio 8% per le ceneri o 9% per l’umidità.

L’ultima annotazione riguarda le diverse unità di misura che si possono utilizzare per l’energia: le Kcal sono probabilmente la più diffusa, sebbene i Kjoule sarebbero probabilmente la più corretta!

Poiché tutto il metodo che abbiamo esposto utilizza le Kcal, qualora il produttore abbia espresso l’apporto di Energia Metabolizzabile in Kjoule ci sarà comodo convertirlo, moltiplicandolo per 0.24 (in quanto 1 Kjoule corrisponde a poco più di 4,18 Kcal), quindi 15.000 Kjoule corrisponderanno, ad esempio, a circa 3.600 Kcal.

Una volta ottenuta l’Energia Metabolizzabile, andremo semplicemente a calcolare la razione dividendo il fabbisogno energetico (in Kcal/giorno) rispetto all’apporto energetico (in Kcal/Kg) ottenendo il quantitativo di alimento da somministrare (in Kg/giorno).

Ad esempio, un cane che abbia un fabbisogno di 600 Kcal al giorno e che sia alimentato con un alimento secco (croccantini) che apporta 3.600 Kcal per kg, dovrà essere alimentato con 166 grammi di croccantini al giorno, da dividersi nei pasti che si saranno stabiliti (non necessariamente in parti uguali! per un cane che di notte riposa, può essere utile distribuire al 60-70% la razione giornaliera nel pasto serale).

 

Estratto della bibliografia consultata

"L'alimentazione del cane e del gatto" - Case - Carey - Hirakawa

"Small animal clinical nutrition" - Hand - Thatcher - Remillard - Roudebush - Novotny

"Nutrizione clinica del cane" - Pibot - Biourge - Elliott

"Nutritional guideline for complete and complementary pet food for cats and dogs" F.E.D.I.A.F.

"Linee guida AAHA per la valutazione nutrizionale del cane e del gatto" - K.Baldwin - J.Bartges - T.Buffington - L. M.Freeman - M.Grabow - J.Legred - D.Ostwald

"Nutritional requirements and Related Diseases of Small Animals" - Merck Veterinary Manual

"Substantiaton of  nutritional adequacy of complete and balanced pet foods in the Unites States" - David A. Dzanis

"Composizione degli alimenti" - Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione

"Diete veterinarie: la corretta lettura delle etichette, cosa bisogna sapere" - E.Fusi

"Myths and misperceptions about ingredients used in commercial pet food" - D.Laflamme - O.Izquierdo - L.Eirmann - S.Binder

"Nutritional assessment guidelines" - Wsava global veterinary development

"Natural pet food: a review of natural diets and their impact on canine and feline physiology" - P.R.Buff - R.A.Carter - J.E.Bauer - J.H.Kersey

"I fabbisogni energetici di mantenimento dei cani" - P.P.Mussa - G.Meineri - D.Bergero

"Nutritional concept for the veterinary practitioner" - M.J.Chandler - G.Takashima

 

 

 

Ringraziamo il dottor Pierantonio Galleani, direttore della Clinica Veterinaria Locate, che ci ha aiutato a realizzare questo manuale.