Cane di Famiglia
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BENESSERE E STRESS NEL CANE

di Angelica Da Ronco (educatore cinofilo) 

 

Sul concetto di "benessere" del cane

Dare benessere al proprio cane è il desiderio di tutti noi che godiamo della loro compagnia (anche se in realtà sarebbe un dovere).

Ma in cosa consiste, esattamente, il benessere? Spesso questo desiderio si traduce nel cercare il più possibile di evitare il dolore e il disagio. Indubbiamente il primo passo per dare benessere al cane è riconoscere quando è sofferente, tuttavia questo modo di pensare può essere fuorviante e portare il proprietario a preoccuparsi ogni qualvolta l’amico a quattro zampe mostri il minimo segnale di apparente disagio.

È piuttosto comune, nella mentalità umana, associare l’idea di disagio con quella di stress. Quindi per aumentare il benessere bisogna sempre diminuire lo stress? Tutto lo stress viene per nuocere? Certo che no! Dare benessere non significa togliere lo stress, tuttavia le due cose sono comunque molto collegate tra loro e vale la pena approfondire in che modo.

Iniziamo con il guardare il concetto di benessere da un punto di vista propositivo: non cosa dobbiamo togliere al cane, ma cosa dobbiamo dare.

Proviamo a definire il benessere come “soddisfazione dei propri bisogni”: quando ogni nostra necessità è soddisfatta, ci sentiamo bene; e anche per il cane è così.

Per classificare i bisogni secondo un ordine di priorità, nel 1954 lo psicologo Abraham Maslow realizzò la nota piramide: in basso le necessità con priorità più alta (i bisogni fisiologici), per poi passare alle motivazioni legate alla sicurezza, alla socialità e infine alla stima e alla realizzazione personale. Ogni motivazione non ha la possibilità di esprimersi se i bisogni sottostanti non sono stati soddisfatti.

Anche nel cane si usa molto quest’approccio: questa piramide infatti rappresenta bene le necessità canine e la loro priorità.  Quindi per verificare se il nostro cane sta bene possiamo guardare la piramide dal basso verso l’alto e domandarci se abbiamo soddisfatto tutti i bisogni del nostro migliore amico.

Bisogni fisiologici

Partiamo dal basso: i bisogni fisiologici nella stragrande maggioranza dei casi sono tranquillamente e abbondantemente soddisfatti.

Sicurezza

Possiamo dire altrettanto dei bisogni di sicurezza? Ahimè, molto spesso no: i cani terrorizzati da qualsiasi cosa sono sempre più numerosi, e il motivo non può essere imputato solo alla genetica.

Come possiamo fare allora per far sentire i nostri cani più al sicuro? Contrariamente a ciò che potremmo immaginare, non è corretto aumentare la nostra protezione nei loro confronti! Un buon modo piuttosto è cimentare il cane in un’attività in cui se la cavi bene, ad esempio uno sport che simuli il lavoro coerente con la “memoria di razza” ovvero con le attitudini per il quale la sua razza è stata selezionata (sheepdog per cani da pastore, ricerca in tana artificiale per i terriers, riporto per i retrievers ecc.): in questo modo, riuscendo bene in qualcosa di appagante, il cane trae auto-rinforzo, aumenta l’autostima e di conseguenza la sua capacità di cavarsela in ogni situazione.

Realizzazione individuale

Ed eccoci che, credendo di affrontare il bisogno “sicurezza” ci ritroviamo a parlare della “realizzazione individuale”. Ebbene si: i piani più alti della piramide risolvono quelli più bassi!

Tutto questo non significa che la Piramide di Maslow sia sbagliata: come detto, il modello descrive benissimo la priorità dei bisogni e ci aiuta a identificare quelli non del tutto soddisfatti. Ma, come ogni modello, è stato semplificato rendendo lineare ogni aspetto e apparentemente disgiunto dagli altri. Nella realtà però sappiamo che non è così e che ogni elemento è connesso con gli altri, per cui è impossibile considerare una singola caratteristica ignorando l’insieme.

 

La zona di comfort


La piramide di Maslow ci mostra dove può trovarsi il problema, poi, per risolverlo, proviamo ad introdurre il concetto di “zona di comfort”. La zona di comfort è quello spazio (ideale) in cui ci sentiamo a nostro agio, sappiamo bene come muoverci e abbiamo il controllo della situazione, perché tutto ciò che succede lì dentro è prevedibile. Tanto più estesa è la zona di comfort di una persona (e ovviamente di un cane), tanto maggiori sono i contesti e le situazioni in cui quel soggetto si sentirà a proprio agio e, di conseguenza, maggiore sarà il suo benessere. Ovviamente il nostro scopo è quello di estendere il più possibile la zona di confort del nostro cane, e qui entra in gioco lo stress.

La zona di apprendimento

Per estendere la zona di confort è fondamentale uscire, ed entrare nel regno dell’ignoto, che genera stress e disagio. Questa zona non a caso si chiama “zona di apprendimento”: una volta “imparata” una situazione nuova, non genererà più timore e la nostra zona di comfort si sarà espansa.

Cosa succede quindi quando il nostro cane si trova fuori dalla sua zona di comfort? Innanzitutto si sentirà spaesato, e qui inizieranno lo stress e le manifestazioni di disagio. Quando vediamo il nostro cane in questa situazione abbiamo due possibilità:

  • preoccuparci della sua sofferenza e tentare di rincuorarlo: in questo modo non faremo che aggiungere la nostra ansia alla sua, aumentando il suo disagio e infondendogli la sicurezza che solo nella sua ristretta zona di comfort si può stare bene;
  • mantenere il cane nella zona di apprendimento, dandogli gli strumenti per superare la situazione difficile ed insistere fino a che il conflitto non sia risolto. In questo modo gli diamo la possibilità di crescere ed ampliare la sua zona di comfort.

È importante considerare che tutto questo non si applica solo al cane timoroso: anche per cani tendenzialmente aggressivi o semplicemente maleducati questo approccio ha il suo significato. Questo perché la zona di confort comprende tutte le convinzioni e i punti di riferimento che determinano il nostro equilibrio. Molti cani creano problemi perché l’equilibrio che si sono creati non è funzionale rispetto al mondo che li circonda: la soluzione quindi è rompere quest’equilibrio anomalo (uscire dalla zona di confort), generare lo stress dovuto alla mancanza di punti di riferimento e infine imparare nuovi schemi mentali più funzionali.

 

Stress e benessere

Lo stress è uno strumento fondamentale per il raggiungimento del benessere del nostro amico quadrupede: è possibile mettere volontariamente sotto stress il cane, dosandone l’intensità e conducendolo verso la risoluzione del conflitto per ottenere un amico fedele equilibrato e sicuro di sé, tuttavia questa pratica specifica è bene che sia condotta da una persona esperta e sensibile. Quello che possiamo imparare come proprietari è non vedere lo stress e le situazioni in cui il nostro cane manifesta disagio sempre come qualcosa di negativo, ma sfruttarle come un’occasione per aumentare il suo benessere.

 

 

 

Foto di Sara Olivetti