Cane di Famiglia
- capire il tuo cane

 

PICCOLO MANUALE DI AUTOMEDICAZIONE VETERINARIA CANINA

Scritto da Dott.ssa Silvia Bonasegale Camnasio in collaborazione con la Dott.ssa Laura Ferri Clinica Veterinaria Santanna

 

CANE CON LA DIARREA

La diarrea nel cane è una delle situazioni più frequenti e comuni che il proprietario di un cane si trova a dover affrontare.
Nei  cani adulti questa può essere provocata da molte cause, la più frequente delle quali è il cambio di alimentazione.
Uno dei motivi per cui si dice che, se si deve cambiare alimento nel cane (per esempio cambiare marca di crocchette) lo si deve fare con assoluta gradualità, è proprio dovuto al fatto che l’intestino del cane è molto sensibile ai cambiamenti.
Per cui è sempre consigliato, quando si è trovata la dieta giusta,  non cambiarla e di non inserire sostanze quali avanzi di cibo in modo massiccio, tutto insieme.
Magari si possono dare i resti di un pasto, ma farlo in modo graduale, un paio di cucchiai alla volta, soprattutto se il nostro cane non è abituato a mangiarli. (e a seconda della taglia del cane, anche i due cucchiai devono essere considerati indicativi).
Cerchiamo di non considerare il nostro cane come una spazzatura mangiante, perché non gli fa assolutamente bene.
La flora batterica intestinale, è un sistema in equilibrio e se avviene un cambio di alimentazione, questo sistema viene disturbato, e reagisce con la diarrea.
Quindi, se si è cambiata alimentazione in modo brusco, o se si è somministrato qualche avanzo di troppo, oppure il nostro cane ha deliberatamente “rubato” (he he, capita anche quello!!) ed è arrivata la fatidica diarrea, le cosa da fare sono:

DIGIUNO PARZIALE.

Un cane con diarrea  va alimentato molto poco. Gli va data una quantità di cibo pari ad un quarto della sua razione normale, per almeno un paio di giorni. Questo per dare il tempo all’intestino di riequilibrare la flora batterica, possibilmente mettendo in questa ridotta razione, solo il vecchio alimento.
L’aggiunta di mezzo/uno (sempre a seconda della dimensione del cane) barattolino di yogurt bianco (non da frigo, quindi temperatura ambiente) aiuta molto il riequilibrio della flora intestinale.
àLo yogurt deve essere sostituito da fermenti lattici se il nostro cane NON è abituato ad assumere latte. In questo caso lo yogurt può anzi peggiorare la situazione aumentando la motilità intestinale.
Anche il lievito in cubetti è molto efficace in queste situazioni, per cui valuta tu cosa preferisci e cosa preferisce il tuo cane, perché non tutti lo mangiano.

Con questi accorgimenti normalmente nel giro di due o tre giorni la diarrea gradualmente passa ed il cane torna a sporcare normale. Potrai andare avanti a dare lo yogurt per altri tre o quattro giorni, fino a che la situazione non si normalizza completamente ed anche la quantità di cibo dovrà essere reimmessa in modo graduale.
Se la situazione dovesse persistere, sarà ovviamente da consultare il medico

 

Altre cause di diarrea,

fra le più frequenti possono essere:

  • infezioni da parassiti intestinale (che controlli dal medico veterinario, tramite apposito esame delle feci e che sono curabili in modo preventivo tramite terapie ad hoc)
  • infezioni da virus/batteri (ma sono diarree persistenti e con una sintomatologia più complessa)
  • malattie metaboliche ( anche queste con sintomatologia associata ad altri segni)
  • allergie alimentari


Ricordo a tal proposito, che la nostra alimentazione comprende sostanze che sono altamente nocive per i nostri animali. Una per tutte, il cioccolato che, a causa della teobromina che non viene metabolizzata e quindi si accumula in vari organi danneggiandoli, è davvero da evitare, od anche la cipolla che è causa di gravi anemie.

 

TRATTAMENTO DI FERITE DEL CANE

Spesso, purtroppo, ci si trova a dover trattare delle ferite.  E può capitare a cani che non sono proprio troppo collaborativi con il veterinario e per cui la contenzione ed il trasporto in ambulatorio creano uno stress tale da essere preso in considerazione solo come estrema ratio.
Se questi animali hanno però un buon rapporto (come dovrebbe sempre essere) con il proprietario che riuscirebbe a fare qualunque tipo di medicazione, ecco che queste indicazioni possono essere utili.

Una piccola premessa. 

Anatomia della cute

La pelle del cane è un ORGANO, che ricopre tutta la superficie dell’animale e che ha spessori diversi, non soltanto a seconda della zona, ma anche a seconda della razza (è specie-specifica si dice).
Si trova a ricoprire le mucose dell’animale ed ha un ruolo fondamentale nella protezione del soggetto dagli agenti esterni.
E’ costituita da tre parti principali: Ipodermide, derma e epidermide

pelle del cane

Lo strato più superficiale, l’epidermide, è quello più cheratinizzato, che diventa più spesso in certi punti dove manca il pelo(cuscinetto plantare e il tartufo del naso), non è vascolarizzato e quindi prende il suo nutrimento attraverso un processo di osmosi dal derma sottostante. E’ la barriera esterna che protegge il resto del corpo da agenti  chimici e microbici.
Al di sotto c’è il derma, struttura altamente vascolarizzata e contenente terminazioni nervose e linfatiche  e molti tipi di cellule. E’ costituito principalmente da tessuto connettivo ed è molto resistente, elastico e comprimibile.
Supporta e sostiene l’epidermide e protegge e l’ipoderma sottostante, che è invece costituito per la maggioranza da tessuto adiposo al cui stoccaggio è deputato.
Isolamento termico e protezione dai traumi, le sue due funzioni principali.

Lesioni della cute

Le lesioni si possono classificare in due grandi categorie: Lesioni nette e lacerazioni
Le lesioni nette, sono quelle lesioni che hanno bordi perfettamente sovrapponibili, tagli ed incisioni ad esempio.
Le lacerazioni, sono invece quelle lesioni che si manifestano con bordi frastagliati, la cui sovrapposizione non è possibile, per mancanza di tessuto .
Le lesioni nette si dice che guariscano per  PRIMA INTENZIONE e cioè senza l’insorgere di alcun tipo di infiammazione e con pochissimo tessuto cicatriziale.

Le lacerazioni, per SECONDA INTENZIONE, e cioè con formazione di tessuto cicatriziale che si forma per colmare la mancanza di materia e di tessuto che è stato distrutto. E’ molto più lenta della prima e più soggetta a complicanze quali infezioni batteriche e rallentamento nella guarigione dovuto a formazione di essudati (liquidi, siero) o suppurazioni (pus dovuto a infezioni).

Fasi  del  processo cicatriziale

E’ importante conoscere a grandi linee, come avviene ed in che tempi avviene la cicatrizzazione, per poter capire come e quando effettuare le medicazioni, ed essere in grado di capire l’andamento della guarigione stessa.
La cicatrizzazione avviene in tre fasi fondamentali: la fase INFIAMMATORIA,  quella PROLIFERATIVA e quella di EPITELIZZAZIONE.

La fase infiammatoria è quella in cui le cellule reagiscono per creare le condizioni più favorevoli possibile alla guarigione. Entrano in gioco delle cellule che “puliscono” i tessuti, formando un essudato (un liquido, un siero) che pulisce la ferita per così dire. All’inizio il siero è rosato, in quanto ci sarà anche una componente ematica (sangue). Per reazione inoltre ci sarà un vero e proprio afflusso di sangue per far si che i tessuti circostanti possano essere il più possibile irrorati e pronti a ricostruire. Ci sarà quindi anche aumento della temperatura della parte che si gonfierà all’inizio (circa nelle prime 24-36 ore).

Se non ci sono complicanze, questa fase dura circa 2-3 giorni e al quarto comincia la così detta fase proliferativa.
in questa fase, il siero comincia ad essere sempre meno presente e si trasforma pian piano in sostanza . Le cellule incominciano a formare uno strato sulla lesione, per riempire la ferita stessa. Questo strato è chiamato “tessuto di granulazione” proprio per il suo aspetto, granuloso e lucido. E’ una fase più lunga in cui incominciano a riformarsi anche i vasi capillari e tutte le strutture che erano state lacerate.

Il tessuto di granulazione è per così dire il letto,  lo strato che servirà da base all’ultima fase, quella di epitelizzazione.
Le cellule pian piano ricoprono il tutto e arrivano all’aspetto originario. Finalmente la ferita si è chiusa e tutto è andato bene.
Questo processo può necessitare di settimane. Ecco perché è essenziale avere quelle nozioni di base che consentano al proprietario di sapere cosa sta succedendo.

Questo in teoria e soprattutto se l’animale ha avuto il giusto trattamento. Ma quali sono le cause di insuccesso o di una mancata o rallentata cicatrizzazione?

La più frequente è il leccamento. Quando un animale si ferisce istintivamente si lecca. Questo di per sé non sarebbe un problema, se non fosse che arriva a farlo con tale insistenza da non permettere alla ferita di guarire.
Lo sfregamento della lingua infatti toglie gli strati che si sono formati durante la fase proliferativa (la seconda), lasciando la parte costantemente aperta e nell’impossibilità di guarire. Inoltre, tale condizione, normalmente porta al rischio di infezioni che complicano ulteriormente la situazione. 
L’animale normalmente smette di leccarsi se non sente più dolore o fastidio, oppure se viene messo nella condizione di non poterlo fare.
A seconda di dove è posizionata la ferita ci possono essere molti metodi per inibire tale comportamento. Il più utilizzato è il collare elisabetta.

collare Elisabetta

In cani di grosse dimensioni però questo tipo di contenzione risulta poco efficace se si utilizza il tipo rigido.
Questo perché spesso riescono a romperli con troppa facilità essendo di un materiale rigido, resistente, ma non tanto da sopportare le sollecitazioni ed i colpi che i cani riescono a dare.

Migliori risultati si possono ottenere con quello morbido associato ad una museruola se, ad esempio, la lesione si trova sulla zampa anteriore.

Una volta trovato quindi il metodo di contenzione più idoneo, vediamo come trattare la ferita.
I principi di base sono che la ferita va tenuta il più possibile pulita e umida, all’inizio, senza utilizzare sostanze che inibiscano la guarigione e coperta.

La considerazione più importante da fare è che la lacerazione, soprattutto nei primissimi giorni (3/4 giorni, a seconda della dimensione della ferita) dovrà essere medicata almeno due volte al giorno. Questo perché, come abbiamo visto, nella fase iniziale, c’è una tendenza alla formazione di liquidi ed essudati che imbratteranno la medicazione che dovrà invece essere tenuta pulita il più possibile, e con i medicamenti del caso, il più possibile attivi sulla ferita.
Solo in un secondo momento, quando cioè ci si accerta che la medicazione rimane pulita anche dopo 6/8 ore, si potrà cominciare a cambiarla una volta sola al giorno.
Ma partiamo dall’inizio:

DISINFETTARE IL CANE

Messo in sicurezza il proprietario, che dovrà essere sicuro della totale assenza di reazione del proprio cane, quindi all’inizio mettere comunque una museruola, sarebbe meglio, cominciamo a preparare:

  • Soluzione fisiologica (se non presente va bene acqua normale)
  • Betadine
  • Siringa possibilmente grande senza ago
  • bacinella

Fare una soluzione al 2% (20 ml di betadine in un litro di acqua) di acqua e betadine, aspirarla con la siringa e spruzzare abbondante liquido, per pulire il più possibile la ferita. (Il cane non apprezzerà, per cui cerca di distrarlo e comunque contenerlo se possibile prima di iniziare, non brucia ma si spaventa perché spruzzi sulla parte ferita).
àSe avete difficoltà a fare la soluzione, considerate che la colorazione della soluzione dovrà essere simile a quella di un tè non troppo carico.
Con carta da cucina ( garza se ne avete) asciugare la parte tamponando leggermente(non sfregare!) e controllare che non siano presenti corpi estranei.

MEDICARE LA FERITA DEL CANE

Materiale necessario:

  • pomata cicatrizzante o bende imbevute tipo connettivina o fitostimoline o Hipermix
  • compresse  di tessuto non tessuto per fare aderire il medicamento alla ferita
  • garze quadrate per ricoprire le compresse
  • garze in rotoli 
  • adesivo per medicazioni per fermare le garze
  • benda elastica (tipo tensoplat) per ricoprire il tutto

Una piccola premessa sui materiali e medicazioni. Posto che ovviamente vi riferirete alle indicazioni che vi potrà dare il vostro medico veterinario ( che vi consiglierà anche sulla opportunità o meno di fare una terapia antibiotica di copertura preventiva, a seconda della dimensione della lesione e della gravità della stessa), il mio consiglio e la mia esperienza mi hanno portato all’utilizzo di due prodotti in particolare che, per economicità ed efficacia sono stati in assoluto i migliori che abbia trovato:
HYPERMIX pomata e TENSOPLAST.

benda


Per l’acquisto, vi consiglio di digitare su Google questi due nomi e troverete certamente il posto più vicino e conveniente.
Hypermix è una pomata (ci sono anche altre preparazioni, tipo spray, e fiale, ma io ho utilizzato la pomata in barattolo che per le lesioni più grandi, è quello economicamente più conveniente)  a base fitoterapica. La consistenza è simil gelatinosa, leggermente più densa rispetto al Fitostimoline o la Connettivina (prodotti anch’essi di origine vegetale ma ad uso umano e più cari economicamente parlando).
A questa preparazione aggiungerete un cucchiaino da te, di miele e lo mischierete bene, per evitare che colonie batteriche si insedino nella ferita ( il miele in particolare è un antisettico naturale e lo zucchero in esso contenuto, limita il proliferare di batteri). In questo modo potrete limitare la possibilità di insorgenza di infezioni locali.

In alternativa potrete utilizzare delle garze imbevute di un gel ottenuto da una soluzione di miele, olio di vaselina e betadine pomata.
Per la consistenza considerate appunto che deve poter imbibire la garza senza colare, per cui cercate di ottenere una soluzione tipo gel, appunto
.

Il Tensoplast è un materiale a dir poco miracoloso. Utilizzato anche in medicina umana ed ancor più in veterinaria dei grossi animali, è una benda molto elastica, morbidissima e che si attacca e stacca con grandissima facilità da sola. Una fasciatura con questo materiale, dura giorni . E’ impermeabile ma traspirante e davvero resistente.

A seconda della localizzazione della ferita, si dovrà cercare di isolare il più possibile la parte dall’esterno, per cui, ad esempio se si tratta di una zampa, gli strati da fare saranno:
1) pomata
2) tessuto non tessuto per far aderire la pomata
3) garza più ampia per tenere fermo il tessuto non tessuto fissata con adesivo
4)due o tre giri di garza in rotolo fermata con adesivo, per isolare ancora.
5)tensoplast alcuni giri.
6)adesivo medico per ricoprire il tutto, partendo dall’alto e facendo aderire una parte sufficiente di adesivo affinché la medicazione non venga persa durante la deambulazione dell’animale. (si sta parlando della zampa, per cui la medicazione tenderà a scivolare verso il basso.
E’ possibile anche ricoprire con un calzino per bambini, quelli antiscivolo, oppure con le scarpette di cuoio, apposta per cani.

scarpette per cani

Inoltre se il cane vive fuori bisognerà cercare di tenerlo in un ambiente il più possibile pulito ed asciutto.

I tempi di tenuta della medicazione li abbiamo visti più sopra, ma potrebbero essere non sufficienti, soprattutto all’inizio, quando il fastidio ed il probabile dolore porteranno il cane ad essere più agitato o tentato a mordersi la fasciatura.
Visto il grande sollievo che provoca la pomata, sarà quindi utile tenere sotto controllo lo stato di agitazione del cane, che nei primi giorni, cercherà dopo qualche ora di liberarsi della medicazione. Prevenire questo comportamento, può voler dire dargli un maggior sollievo e quindi non fargli fare danni.

Quanto deve essere stretta la medicazione?

Una cosa molto importante da valutare è la pressione della medicazione sulla ferita. Se la lesione è in una parte piatta del corpo, torace, schiena, il problema non sussiste, perché non avrete la possibilità di sbagliare, dovrete solo cercare di coprire il più possibile e far aderire la medicazione.
Il problema si pone se è un arto, una zampa a dover essere medicato, perché lì ci potrebbe essere la possibilità di sbagliare e comprimere troppo i bendaggi. Ma anche se la lesione è in una parte dove c’è pelle abbondante, anche lì, non bisognerà fare aderire a libro la lesione, ma bisognerà cercare di lasciarla il più piatta possibile.
Come regola generale, cercate di far si che la posizione della zampa, una volta appoggiato il piede per terra rimanga in una posizione naturale, quindi nel dubbio, meglio leggermente più morbido che il contrario. Questo perché la cicatrizzazione deve si, essere aderente allo strato sottostante, ma non deve essere innaturale. In caso di una zampa ad esempio, le pareti delle dita non devono cicatrizzarsi e fondersi insieme, è anche questo lo scopo del tessuto non tessuto, che dovrà essere posizionato il più possibile aderente alla ferita e quindi alla pomata.

 

Cose da valutare e guardare durante il decorso (Gonfiore, Calore, Colore, Dolore, Odore, Consistenza)

Durante tutto il periodo della medicazione dovrete stare attenti a NON vedere queste cose:

Gonfiore.

La parte non dovrà gonfiarsi in modo esagerato. Un lieve gonfiore è fisiologico e normale all’inizio, ma dopo 2 o 4 giorni, la parte dovrebbe cominciare a tornare normale.


Calore.

Anche il calore dovrà scomparire dopo un paio di giorni.

Colore:

La parte rimarrà rossa per molto tempo,e tenderà poi al rosa carico, fino al rosa tenue. Non dovrà virare da questa rosa di colori. Non dovrà tendere al grigio o diventare scura ad esempio. In caso succedesse, contattare il veterinario.


Dolore:

anche il dolore dopo qualche giorno dovrebbe sparire. Se il cane continua ad essere agitato si dovrebbe valutare la possibilità di altre lesioni non viste o corpi estranei presenti non trovati.

Odore:

è importante che non ci sia mai odore di marcio, potrebbe essere segno di infezione in corso.

 

Consistenza:

in ultimo, con delicatezza, cercate di accorgervi se, all’interno della lesione non si sia formata aria o liquido. E’ importante che le cellule riescano a crescere e ricoprire tutte le parti che sono state lesionate, senza lasciare spazi in cui si possa formare dell’aria, o del liquido. La lesione quindi dovrà essere sempre asciutta (alla consistenza interna non all’aspetto esterno).
(E’ il motivo per cui in certe ferite anche nette si ha la necessità di mettere i così detti drenaggi, che servono per far uscire il liquido dalla parte sottostante la pelle che altrimenti farebbe lasciare uno spazio tra pelle ed organi sottostanti, con conseguente possibilità di infezione)

 

Quando disinfettare, dopo la prima medicazione e come.

Tra una medicazione e l’altra non bisognerà più utilizzare la soluzione di betadine se non solo ogni due o tre medicazioni. Questo perché il disinfettante ha un effetto rallentante la cicatrizzazione. Se si sente la necessità di pulire la ferita, perché in qualche modo è stata contaminata da materiale esterno, vuoi perché il cane è riuscito a liberarsi o perché la medicazione non ha tenuto e quindi la ferita p rimasta senza per un certo periodo, si potrà utilizzare soluzione fisiologica, senza problemi, sempre spruzzandola, con una siringa sen’ago.
Esistono anche delle confezioni di plastica morbida che sono molto comode per essere spruzzate direttamente sulla parte e quindi che riescono ad avere un effetto di pulizia di tipo meccanico, oltre che di detersione della parte con l’acqua.

A titolo di esempio, l’ultima lesione grave a cui ho dovuto assistere è stata quella di un mio Fila Brasilero che si era tolto completamente la pelle di tre dita della zampa anteriore, che si era incastrata (presumibilmente) dentro una fessura di un cancello.
Con questa cura, ha impiegato 4 settimane a guarire e lo ha fatto in modo perfetto (con terapia antibiotica iniziale)
Una terapia antidolorifica con Arnica, ha poi aiutato il povero cane a sopportare meglio anche il dolore.

 

Immagine tratta da http://docplayer.it/10671309-One-vet-una-miscela-di-fitoterapici-per-la-terapia-delle-piodermiti-del-cane-studio-preliminare.html