Cane di Famiglia
- capire il tuo cane

Nota dell'amministrazione del forum:
per ogni protocollo e procedura terapeutica ammessa dal Ministero della Salute esistono necessariamente riferimenti che ne documentino l'efficacia ed è naturale che gli argomenti a sostegno di un approccio alternativo saranno sempre addotti dal professionista che offre tale servizio. Ciò non significa che lo si debba guardare con diffidenza, ma neppure con fede cieca!
Risulta infatti piuttosto arduo poter dimostrare quale sia il trattamento più efficace, perché se vi fosse una soluzione universalmente migliore si praticherebbe soltanto quella; le risposte soggettive cambiano invece da caso a caso e certezze apriori non sempre sono possibili.

Raccomandiamo pertanto di prendere in considerazione, come consiglia anche l'autrice dell'articolo, tutte le opzioni a disposizione; raccomandiamo altresì di condividere le valutazioni preventivamente CON IL PROPRIO VETERINARIO CURANTE anche in termini di costi/benefici comparativi e considerando l'aspettativa in termini di durata e di qualità di vita del cane.

Fondamentale rimane la possibilità di diagnosticare precocemente le patologie, magari conducendo esami prima che il cane vada troppo in là con gli anni, quando le possibilità di intervento divengono meno efficaci.

 

 

 

TERAPIE ALTERNATIVE PER L’OSTEOARTROSI

(le nuove cure non convenzionali)

Dott.ssa Silvia Bonasegale Camnasio, con la collaborazione del Dott. Roberto Rosenthal.

Dopo esserci occupati di studiare la patologia denominata Osteoartrite od Osteoartrosi del cane ed i suoi trattamenti di tipo tradizionale (VEDI L'ARTICOLO DEDICATO) in questo articolo vi propongo le possibili alternative alla terapia tradizionale per la cura dell’Osteoartrosi

Ho cercato di trovare riscontri oggettivi, per cure che vengono definite non convenzionali e sono quindi andata alla ricerca di casi studio, pubblicazioni scientifiche e specialistiche di medicina veterinaria.
Ho trovato materiale molto interessante e sono quindi convinta che, con un professionista preparato, oggi si possa curare in modo alternativo, questa patologia tanto invalidante.

Le terapie di cui ho trovato più o meno ampia bibliografia e sui cui mi sono quindi soffermata sono:

  • IMPIANTO DI GRANI D’ORO
  • OZONO TERAPIA
  • MEDICINA RIGENERATIVA: I GEL PIASTRINICI e CELLULE STAMINALI

 

presentazione dell'articolo

 

IMPIANTO DI GRANI D’ORO PER IL TRATTAMENTO DELL’OSTEOARTROSI

In cosa consiste l'impianto di grani d'oro?

L’impianto di grani d’oro consiste in una forma permanente di agopuntura. Sono grani molto piccoli, della dimensione di una capocchia di spillo che danno una stimolazione permanente nel punto di impiantoo, che viene scelto in base ai dettami dell’agopuntura tradizionale cinese.

I primi studi e prove sono state effettuate su casi di displasia dell’anca e soltanto dopo sono stati utilizzati per la cura di altre patologie (non soltanto articolari per la verità).

Prove di efficacia e  sperimentazioni.

Sull’ efficacia dell’agopuntura non penso si possa ancora dubitare. Sono davvero tanti gli studi che ne hanno dimostrato la validità e come per la medicina tradizionale, la differenza la fa sempre chi la applica. Di casi studio che dimostrino la bontà dell’impianto di grani d’oro, ne ho trovati molti e per tanti che ne ho trovati non sono, al contrario  riuscita a trovare casi in cui, la terapia non abbia avuto un esito positivo. Ma io cercavo studi scientifici, ricordi? Bene, uno è praticamente inedito nella bibliografia italiana ed è riportata dal Science Daily .

Questo riassume la tesi di una studente Norvegese, che ha verificato l’efficacia dell’impianto di grani d’oro in cani con displasia dell’anca, valutando l’efficacia sia sul dolore che sulla funzionalità dell’articolazione.

Lo studio è stato fatto su due gruppi di cani con perdita di funzionalità articolare dovuta a displasia .

Al primo gruppo è stato applicato l’impianto, all’altro no, ed è stato utilizzato come gruppo di controllo.
I cani hanno vissuto normalmente e né i proprietari, né i veterinari erano al corrente a quali cani fosse stato sottoposto il trattamento.

Un primo controllo dopo 6 mesi ha evidenziato una notevole differenza, statisticamente significativa tra i gruppi.
Quelli con impianto avevano meno dolore ed una minor perdita di funzione dell’anca.
Il controllo è andato avanti per altri 18 mesi: nell’80% dei casi, nonostante la displasia non sia migliorata ed anzi molti cani mostravano un aumento della calcificazione dell’articolazione, il dolore era meno presente nei cani con impianto.

Un piccolo inciso a proposito del dolore.  Come ovviamente si immagina, non si può chiedere al cane se sente tanto o poco dolore. Per questo motivo i medici hanno stabilito una tabella di punteggio della quantità di dolore percepita, tabella  che riesce a dare, in modo abbastanza preciso e standardizzato, un valore al dolore, attraverso la risposta a test e manipolazioni vari che vengono segnate, permettendo una valutazione obiettiva ed oggettiva.

Lo studio termina affermando l’effettiva efficacia dell’impianto di grani d’oro come trattamento nelle malattie degenerative delle articolazioni.

Alle stesse conclusioni sono arrivati i medici che hanno riportato su Acta Veterinaria Scandinavica un altro studio a doppio cieco con placebo (con assenza cioè di informazioni sia dei veterinari che dei proprietari dei cani, su chi avesse avuto la terapia o meno).

Nel gruppo senza impianto, in alcuni casi sono stati utilizzati anche farmaci (laddove fosse necessario – antiinfiammatori non steroidei-)

Nei due gruppi di cani, sempre con displasia dell’anca, in un tempo di 6 più 18 mesi, è stato evidenziato oltre ad una diminuzione del dolore, anche una migliorata funzionalità articolare. Con particolare aumento delle differenze di dolore nei primi tre mesi dall’impianto.

Dopo 24 mesi i valori del dolore, associati anche alle zoppie erano significativamente migliori nei cani sottoposti a trattamento.

Da cosa deriva l’effetto benefico?

Si  ipotizza che l’effetto benefico sia dovuto:

    1. alla permanente stimolazione del punto di inoculo (punto di agopuntura)
    2. al fatto  che il materiale utilizzato, l’oro appunto, sia in grado di creare una sorta di stato infiammatorio “benefico” intorno all’impianto.
    3. altri studi hanno ipotizzato la capacità dell’oro di creare un campo magnetico inverso, all’interno delle articolazioni, in grado di bloccare lo stato infiammatorio tipico della degenerazione articolare.
    4. si è inoltre osservato che l’ambiente acido, tipico dello stato infiammatorio, con l’impianto si normalizza, si ha una leggera vasodilatazione che porta ad un miglioramento del trofismo dei tessuti (che sono  meglio irrorati quindi).

Più in generale, la diminuzione del dolore porta ad una diminuzione della contrazione  muscolare che determina quindi nel tempo, il ristabilirsi della giusta postura dell’animale, con conseguente riequilibrio dei giusti pesi e forze. E’ quindi un circolo vizioso “benefico”.

Molti veterinari agopuntori, hanno poi verificato che, i cani che hanno subito un leggero sanguinamento subito dopo l’impianto, erano quelli che rispondevano meglio al trattamento. Hanno quindi dato un valore prognostico positivo a tale segno.

 

OZONO TERAPIA PER IL TRATTAMENTO DELL’OSTEOARTROSI

Non ho trovato studi clinici simili a quelli precedenti per l’impianto di grani d’oro. Ciononostante ho valutato questo tipo di terapia, molto valido, anche se presenta qualche inconveniente legato soprattutto all’aspetto economico, a seconda del tipo di applicazione.

Questo trattamento infatti, soprattutto quando applicata alla cura di ernie discali, necessita di un intervento fatto con l’ausilio di TAC o Risonanza Magnetica (ma non sempre), in anestesia generale, in quanto si interviene sulla colonna vertebrale (intradiscale o intraforaminale- parti estremamente delicate della colonna vertebrale-)

Cos’è l’ozono terapia

L’ozono è un potente ossidante, instabile e che reagisce con altre molecole se mescolato in soluzione acquosa ed è quindi in grado di creare una forte reazione ANTIOSSIDANTE nell’organismo. (Fonte Fisioterapia Veterinaria)

In particolare, quando viene miscelato al sangue (GAET cioè Grande Auto Emo Trasfusione)  e quindi reiniettato nell’organismo,  crea varie reazioni tra cui:

  • la cessione di più ossigeno ai tessuti, attraverso i globuli rossi
  • la formazione di altri antiossidanti, contrastando IN LOCO ed in modo estremamente efficace l’infiammazione
  • stimolo dei  processi riparativi
  • riduzione dell’atrofia muscolare (grazie alla maggior ossigenazione da cui ne deriva)

Questo è ciò che avviene nelle GAET, nell’infusione cioè di sangue del soggetto miscelato all’ozono e trattato adeguatamente.

L’obiettivo della terapia è quello di ristabilire l’equilibrio tra i sistemi di antiossidanti e radicali liberi, arrivando addirittura alla loro diminuzione.

E’ possibile iniettare ozono, opportunamente preparato, anche localmente con la Piccola Auto Emo Trasfusione.
Questa ha una azione decontratturante, con immunostimolazione ed attivazione dei processi metabolici.
(Fonte MyVets)

Applicazioni e casi studio

Le applicazioni che ho trovato in medicina veterinaria, specificatamente per  l’OA (Ostoartrite) sono poche, ma non per questo la terapia non deve essere presa in considerazione. L’applicazione soprattutto effettuata su casi di ernia discale ed il loro buon esito, portano a pensare che questo tipo di soluzione possa essere una valida alternativa.

Un caso in particolare di OA è stato riportato ed ha avuto esito positivo in un Labrador con rottura del legamento crociato ed osteoartrite, al quale è stata applicata l’ozonoterapia, con GAET.

 

MEDICINA RIGENERATIVA: I GEL PIASTRINICI e CELLULE STAMINALI PER IL TRATTAMENTO DELL’OSTEOARTROSI

Anche in questo caso, non son stata in grado di trovare casi studio specifici sull’OsteoArtrosi nel cane, mentre molto materiale è presente per la veterinaria equina. E’ quindi presumibile che la stessa terapia sia applicabile anche nella riduzione dell’infiammazione delle patologie articolari del cane, sottoforma di infiltrazioni articolari.

Cosa sono i Gel Piastrinici?

Partiamo dal presupposto che il nostro organismo, è capace di rigenerarsi. Questo grazie a meccanismi che consentono alle cellule di riprodursi in particolari situazioni. Tutte le cellule infatti, nascono sostanzialmente uguali le une alle altre, ma sono poi in grado di differenziarsi e di crescere, diventando (nell’insieme) qui un tessuto, là un altro. (Fonte Medicina rigenerativa)

Questo fenomeno accade grazie a dei così detti, fattori di crescita.  Questi, sono sostanze proteiche particolari, in grado di far moltiplicare e differenziare le cellule.

I fattori di crescita a volte sono talmente specifici per ogni tessuto, da essere stati presi in considerazione per cercare di riprodurre, diciamo così “a comando” quel determinato tessuto.

Il PRP (Plasma Ricco in Piastrine) è quello maggiormente studiato per la risoluzione delle patologie ortopediche.
Si ottiene sostanzialmente tramite concentrazione, filtrazione e centrifugazione del sangue.
Vengono utilizzati come infiltrati da iniettare nell’articolazione, spesso assieme ad acido ialuronico o in associazione con rimedi omeopatici.

Come funzionano?

Come dicevo in veterinaria equina, e soprattutto in cavalli atleti, si è cercato di trovare terapie che riuscissero a stimolare la formazione di tessuti il più possibile simili a quelli lesionati, proprio perché è la cicatrice (anche all’interno di un muscolo, di un tendine o di un osso si forma una cicatrice il così detto “esito cicatriziale”) una volta avvenuta una lesione a non permettere il totale ripristino delle funzioni dopo la guarigione.

Il trapianto di aggregati cellulari nel sito della lesione, è in grado di concentrare i fattori della ricostruzione tessutale, contrastando la formazione del tessuto cicatriziale e quindi diminuendo il numero delle recidive.

Il PRP e le piastrine in particolare hanno un ruolo centrale nella rigenerazione e riparazione del tessuto.

L’utilizzo associato di cellule staminali e gel piastrinici, sembra che migliorino la crescita del tessuto, con esiti cicatriziali praticamente irrisori.

Applicazioni e casi studio

Come dicevo nell’OA del cane non ci sono particolari studi.

Sono stai riportati casi di applicazione di PRP associati ad acido Jaluronico in articolazioni con osteoartrosi.

Il Dott. Alberto Salvaggio riporta la frequente applicazione di PRP in casi di displasia dell’anca del cane tramite infiltrazioni articolari, in grado di rigenerare la cartilagine e quindi limitare il processo artrosico ed infiammatorio. (Fonte AIVPA JOURNAL 1/2014).

Uno studio approfondito sulla terapia equina ha evidenziato come questo trattamento, associato alla applicazione con cellule staminali non abbia avuto effetti collaterali, ne locali ne sistemici.

E’ economicamente vantaggiosa e relativamente semplice da utilizzare e preparare.

I risultati ottenuti sono stati assolutamente soddisfacenti, con notevoli miglioramenti della sintomatologia (in patologie legate a lesioni tendinee) e con la formazione di tessuti praticamente sovrapponibili a quelli sani (o comunque precedenti alla lesione). E’ presumibile quindi che anche nelle patologie osteoarticolari possano essere utilizzate con risultati soddisfacenti.

Si è inoltre notato che non c’è stato un aumento della velocità di guarigione, ma solo una migliore QUALITA’ della stessa.

(Fonte: Tesi Università degli Studi di Padova Dr. Anna Perazzi)

 

Infine una mia piccola considerazione: oggi ci sono moltissime possibilità di terapie alternative o tradizionali per la cura dell’Osteoartrosi. 

La difficoltà  a mio parere quindi, non sta tanto nella scelta di un approccio medico rispetto all’altro, ma nel trovare il professionista adeguatamente preparato e con visione sufficientemente ampia da poter valutare tutte le opportunità che la medicina oggi offre.

Il pregiudizio, è sempre sbagliato.

Dire “a questo non credo”, senza aver verificato se sia davvero una soluzione efficace o meno è, a mio parere, un atteggiamento ottuso, purtroppo, ancora oggi, troppo presente tra i medici.

Starà quindi a voi proprietari la capacità di valutare il professionista ed a noi Medici essere sempre informati sulle possibili nuove terapie e, laddove non fossimo in grado di affrontarle con la giusta preparazione, avere la coscienza e l’onestà di indirizzare verso altri colleghi più o diversamente capaci da noi il paziente.

Ringrazio per la consulenza il Dott. Roberto Rosenthal.