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CANI IN SOVRAPPESO E OBESI PERCHE’ E COME FARLI DIMAGRIRE

Una delle patologie più importanti e frequenti dei nostri cani è il sovrappeso e o l’obesità. Sembra che una percentuale variabile tra il  20% ed il 25% della popolazione canina europea sia obesa.(Fonte)

Un cane si definisce sovrappeso, quando supera del 10-15% il suo peso ideale. Diventa obeso se lo supera del 20% circa.

Più semplicemente se, guardando un cane a livello del torace non si intravedono ne si possono sentire con le dite le costole sottostanti, significa che abbiamo un eccesso di peso.

 

Immagine introduttiva 

 

Quali conseguenze comporta il sovrappeso?

Il peso in eccesso comporta gli stessi problemi che comportano nell’uomo.

  • Il sovraccarico implica un maggior dispendio di energia da parte del cuore che quindi dovrà lavorare di più
  • L’ipertensione conseguente è causa predisponente di infarti ed ictus , oltre che di patologie cardiache, quali l’insufficienza cardiaca congestizia e molto altro ancora.
  • La respirazione sarà più accelerata in quanto ci sarà bisogno di più ossigeno per irrorare tutto il corpo. Inoltre lo spazio viscerale (lo spazio degli organi interni) ed il volume polmonare  sarà diminuito, a causa dello spazio occupato dal grasso intratoracico. In periodo di caldo intenso, quindi il vostro cane sarà maggiormente esposto all’insorgenza del colpo di calore, oltre ad avere minor resistenza allo sforzo fisico. Tutto l’apparato cardio-circolatorio viene quindi fortemente compromesso.
  • Ad aggravare questo stato,  l’instaurarsi di uno stato infiammatorio generale prodotto dalla formazione di cellule pro-infiammatorie da parte degli adipociti (le cellule adipose). Queste infatti non sono soltanto deposito di energia, ma sono attive produttrici di “infiammazione” con conseguente maggior incidenza di tumori e minor resistenza alle malattie in generale, e sono loro stesse ad instaurare processi infiammatori vari.
  • Il sovraccarico a livello articolare poi, è fattore predisponente per malattie osteo-articolari, quali l’osteoartrite, la cui terapia, fra le tante possibili, consiste proprio nella riduzione drastica del peso. L’infiammazione indotta dalle cellule adipose è anch’esso fattore predisponente e causa di osteoartrite.
  • L’obesità è poi un fattore predisponente al diabete, conseguente alla continua sollecitazione alla produzione di insulina da parte del pancreas causata da insulino-resistenza per cui l’organismo continua a produrne, come se non ce ne fosse abbastanza in circolo.
  • Sembra che ci sia anche una maggior incidenza di tumori al pancreas.
  • L’obesità aumenta inoltre il rischio di complicanze anestesiologiche. Sembra infatti che in questa condizione, ci sia una diminuita capacità di smaltimento del farmaco somministrato, in quanto ristagna nel tessuto adiposo. (Fonte)

 

Perché si instaura il sovrappeso nel cane?

Come è noto, uno squilibrio tra energia in entrata ed in uscita, comporta un accumulo della stessa. Se il cane mangia più di quanto consuma attraverso il metabolismo basale (quello che serve per il funzionamento degli organi interni) ed il movimento si ha un accumulo di energia che si tramuta tipicamente in accumulo di grasso.

 

Altri fattori che inducono il sovrappeso nel cane (malattie metaboliche escluse):

La mancanza di movimento

Oltre ad una errata alimentazione per qualità e quantità, il sovrappeso è certamente indotto anche da uno stile di vita errato. Lo scarso movimento, è una pessima abitudine che i nostri amici animali devono per forza condividere con il nostro poco tempo da dedicare a loro, oppure con la scarsa volontà di muoversi.

Spesso e volentieri l’accumulo di energia è dovuto alla mancanza di dispendio.
Tra l’altro, a volte, si instaura un circolo vizioso tale per cui:

la scarsità di movimento provoca un aumento del peso -> che infiamma le articolazioni -> che crea dolore -> che limita il movimento, ed il cerchio si chiude.

 

La sterilizzazione e castrazione

L’incidenza di obesità nei cani con gonadectomia (asportazione delle ovaie o testicoli) è quasi doppia.

I  motivi per cui questo avviene, dovrebbero ascriversi a fattori ormonali che ridurrebbero il metabolismo basale cellulare. Inoltre nel maschio, inciderebbe il diminuito stimolo al movimento indotto dalla mancanza degli ormoni sessuali.

Nella femmina invece la mancanza del ciclo, ridurrebbe l’inappetenza tipica del periodo dell’estro.

Le conclusioni di  uno studio del 2013, su oltre 2000 cani tenuti sotto controllo medico per almeno 10 anni, e paragonati ad altrettanti cani non sterilizzati, ha evidenziato come l’aumento del peso, sia statisticamente significativo, solo nei primi due anni dall’avvenuto intervento di sterilizzazione e che comunque l’età in cui avviene l’intervento, non influisce sull’aumento del peso.

 

Età e razza

In linea di massima è più frequente osservare un aumento del peso in soggetti di età avanzata, piuttosto che nei giovani, sia per problemi di minor mobilità che di riduzione di metabolismo basale (oltre i 5-8 anni). Anche le razze sono state osservate e sembra ci sia una maggior incidenza di alcune rispetto ad altre (vedi tabella sottostante 1).

 

Razze di cani predisposte all'obesità

 


Come avviene l’aumento del peso?

L’obesità può essere:

IPERTROFICA: accumulo di grasso nelle cellule adipose che aumentano di volume

IPERPLASTICA: aumento delle cellule adipose che avviene solo fino ai sei mesi di età del cucciolo a partire dalla vita intrauterina.

Questa distinzione serve a far capire che, se noi aumentiamo la quantità di cibo nella fase di accrescimento del cane fino a sei mesi, faremo accrescere il numero di cellule adipose che potranno così accumulare una maggior quantità di grasso da adulto.
E’ il motivo per cui nelle persone, si dice che i bambini in sovrappeso avranno una maggior predisposizione all’obesità da adulti.

E’ vero infatti che l’organismo del cane, dopo i sei mesi di vita non è più in grado di produrre cellule adipose, ma nemmeno di distruggerle. Il loro maggiore o minore numero sarà quindi determinante per la quantità di grasso che potrà essere accumulata.

 

Quali alimenti provocano l’accumulo di grasso e come fare per far dimagrire il cane?

I tre macroelementi di cui ha bisogno l’organismo  del cane sono principalmente tre:

  • Carboidrati
  • Grassi
  • Proteine

Le proteine ed i grassi, servono all’aumento della massa muscolare, mentre i carboidrati sono i responsabili dell’aumento del peso sottoforma di “gonfiore” e non massa muscolare. Vediamo perché.

 

Ruolo dei carboidrati nell’obesità.

I cani, sono animali carnivori, direttamente discendenti dal lupo. La loro adattabilità ad una alimentazione onnivora deriva proprio da questa discendenza. I lupi infatti sono animali capaci di adattarsi a lunghi digiuni o pasti molto abbondanti, a seconda di ciò che capita loro di cacciare.

La capacità di digerire i carboidrati dei cani è però limitata, in quanto non hanno l’amilasi salivare (l’enzima che consente la predigestione degli amidi). Hanno però una buona capacità di produzione dell’amilasi pancreatica (prodotta cioè dal pancreas) dipendente da razza a razza e anche da soggetto a soggetto.

Carboidrati, indice glicemico e indice insulinico

I carboidrati sono sostanzialmente gli zuccheri. Questi si distinguono in zuccheri semplici e complessi.

I semplici sono quelli che vengono assorbiti a livello intestinale, ridistribuiti come energia e destinati all’utilizzo immediato (nella giusta quantità ovviamente), i complessi, sono quelli che necessitano di una maggior “lavorazione” da parte dell’amilasi appunto. Gli amidi e la cellulosa sono, ad esempio, zuccheri complessi.

I carboidrati sono anche i responsabili dell’aumento della glicemia nel sangue. A seconda della qualità del carboidrato, si avrà un innalzamento più o meno veloce della glicemia.

L'indice glicemico è la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all'assunzione di 50 gr di carboidrati. Si esprime in percentuale prendendo il glucosio come punto di riferimento, con indice glicemico 100%. Per fare un esempio se un alimento ha indice glicemico di 50, innalza la glicemia con una velocità pari alla metà di quella del glucosio*.

Più è raffinato uno zucchero, più è semplice, maggiore sarà l’indice glicemico e quindi più velocemente la glicemia salirà nel sangue.

La pasta stracotta ha un amido molto facilmente digeribile, e quindi avrà un indice glicemico molto elevato.

Per abbassare il livello di glucosio nel sangue e farlo quindi depositare dove serve, interviene l’insulina.

“L'indice insulinico, misura appunto quanta insulina viene secreta dopo aver mangiato un determinato cibo. L'insulina abbassa il valore della glicemia dopo la digestione.”

Il glucosio a questo punto viene assimilato e depositato nei tessuti preposti (muscoli, cervello, fegato ecc) per essere stoccati e disponibili quando c’è necessità.

Se però il livello di glucosio è costantemente elevato, per l’assunzione costante ed eccessiva di carboidrati ad elevato indice glicemico, si crea una situazione a catena per cui l’insulina continua ad essere prodotta dal pancreas, a causa di uno squilibrio dei recettori che non registrano più la sua presenza nel sangue che quindi continua ad essere prodotta, perché il glucosio non viene più assimilato e quindi la glicemia rimane alta.

Il glucosio (in eccesso) quindi, invece di essere stoccato nei tessuti preposti, viene depositato nelle cellule adipose.

Ma l’insulina ha altre due funzioni molto importanti:

  • trasforma i grassi (gli acidi grassi) in trigliceridi, che vanno ad accumularsi nelle cellule adipose
  • inibisce il consumo di grasso degli adipociti da parte dell’organismo.

E’ chiaro quindi che la sua permanente produzione è un fattore ingrassante per eccellenza!

 

Schema della glicemia nel sangue del cane

 

Grassi e proteine, il ruolo della dieta chetogenica

Se un cane è in sovrappeso, viene istintivo percorrere due strade: diminuire drasticamente la quantità di cibo, oppure affidarsi ai così detti cibi light.

Soprattutto se parliamo di cibi industriali (crocchette), il problema è che in questi alimenti, la quota di carboidrati e fibre è normalmente molto elevata, con pochi grassi e proteine. Queste ultime sono più spesso di origine vegetale, sostanze normalmente non presenti nell’alimentazione del cane come carnivoro. Tale strada quindi può non portare a risultati efficaci ed anzi potrebbe risultare fallimentare se non nociva. Le farine di soya, spesso utilizzate in questi mangimi, possono avere effetto allergizzante e la quota di carboidrati (necessaria alla produzione della crocchetta) può inficiare il risultato. Inoltre, proprio per i fattori che abbiamo spiegato prima, per riuscire a destoccare i grassi bisogna riuscire ad abbassare drasticamente la glicemia.

Questo può essere fatto attraverso una dieta così detta chetogenica, almeno per un periodo limitato, iniziale della terapia, atta a sbloccare al situazione, per poi poterla rimodulare in base alla diminuzione del peso ottenuto.

In cosa consiste la dieta chetogenica?

Abbiamo visto che l’insulina, oltre a stoccare i grassi, non consente il suo utilizzo. La dieta chetogenica sblocca questa situazione, consentendo al cervello di riconoscere la necessità di sbloccare le quote di grasso presenti negli adipociti e trasformarli in energia disponibile.

Il glucosio in questo modo viene prodotto dal grasso attraverso un processo chiamato gluconeogenesi, ed utilizzato.

Questo avviene limitando al massimo la quota di carboidrati nella dieta ed innalzando la quota proteica e di lipidi (grassi).

La dieta si chiama chetogenica in quanto nel sangue si formano i così detti corpi chetonici, derivati dalla trasformazione dei lipidi, che il cervello riconosce ed utilizza per stimolare la produzione di glucosio a partire dalle cellule adipose. In questo modo i grassi vengono consumati e non conservati. Questo tipo di dieta non influisce negativamente sui carnivori (come invece succede nell’uomo dove ci possono essere delle carenze più o meno gravi ed affaticamento di altri organi).

I carnivori infatti sono in grado di assimilare la giusta quantità di energia dalle proteine e dai grassi, a patto che queste siano di qualità e ad alta digeribilità, in modo che non ci siano scarti a sovraccaricare fegato e reni. *

(Della qualità delle proteine nei mangimi industriali parleremo più avanti.)

 

Le Fibre nell’alimentazione del cane sovrappeso.

Le fibre sono carboidrati complessi, non amidacei. Si trovano nelle pareti esterne delle piante e dei frutti.

Si distinguono per struttura, digeribilità, solubilità e velocità di fermentazione. La solubilità è la capacità di trattenere acqua. Le fibre solubili sono in grado di formare un gel all’interno dell’intestino.

Insieme alla solubilità, la velocità di fermentazione, è un altro parametro che definisce la bontà di una fibra nella dieta del cane sovrappeso. Questa infatti, se è elevata, diminuisce il tempo di transito fecale, oltre alla massa fecale ed anche la secrezione di bile nell’intestino. Le fibre ad alta velocità di fermentazione sono anche solubili. (La pectina nella frutta, la crusca d’avena, i legumi, l’orzo, il riso e la polpa di barbabietola).

La crusca, la farina di grano integrale, il frumento sono invece fibre poco solubili. Aumentano il volume delle feci e le rendono compatte, ma non danno gli effetti positivi delle fibre solubili.

L'aumento della viscosità delle fibre solubili riduce la glicemia post-prandiale, rallenta l'assorbimento dei nutrienti , rallenta lo svuotamento gastrico e modifica anche gli ormoni che regolano la sazietà e la fame, ma anche promuove la salute dell'intestino agendo direttamente sulla flora batterica e una digestione più efficace riduce anche gli stati infiammatori che si trovano spesso associati alle sindromi metaboliche come l'obesità *”

Ecco perché il giusto apporto di fibre nella dieta è sempre da considerare utile, sia nella normale alimentazione del cane che rimarrà, grazie alle giuste percentuali dei componenti ed il regolare esercizio fisico, nel suo peso forma, che nella dieta del cane sovrappeso.

Oggi poi sono allo studio (ed in realtà già in commercio) delle fibre particolari, che non sono digerite direttamente nello stomaco ma arrivano a livello intestinale e “nutrono” la flora batterica del colon.

In questo modo consentono una maggior crescita di batteri intestinali buoni. Questi danno un miglior trofismo alla mucosa intestinale (che viene nutrita da questi batteri) ed un miglioramento del sistema immunitario.

 

Quindi come nutriamo il nostro cane sovrappeso o obeso?

A fronte di quanto sopra detto, è chiaro che non è semplice generalizzare e dare una dieta singola per tutti i soggetti. Molti infatti sono i fattori che inevitabilmente dovranno essere presi in considerazione:

  • Il peso vero e proprio, per poter valutare se è solo sovrappeso o obeso;
  • L’età del soggetto;
  • Da quanto tempo è in quel peso;
  • Che tipo di alimentazione ha avuto fino ad allora;
  • Quanto movimento è in grado di fare;
  • Sono esistenti patologie non diagnosticate o valutate;

La soluzione migliore per il cane e per il successo della dieta è quella di affidarsi al proprio veterinario che valuterà la consulenza di un nutrizionista, dopo aver visitato e stimato lo stato di salute generale dell’animale.

A titolo di indicazione, possiamo limitarci a dare quindi alcuni consigli di ordine generale (e di buon senso) che, nella maggior parte dei casi, quando non ci siano patologie gravi, potrebbero essere validi per un regime dietetico adatto ad una diminuzione del peso.

Ovviamente dovremo valutare che tipo di alimentazione vogliamo affrontare.

A tal proposito vale una piccola precisazione, sulle crocchette.

Per proteine di qualità  ed alta digeribilità si intende proteine animali che non provengano dallo scarto di animali, tra cui ossa, piume, unghie, corna ecc. La cosa migliore sarebbe riuscire a sapere che all’interno della crocchetta (se con la crocchetta dobbiamo per forza alimentare) ci sia come principale alimento la carne disidratata o farina di carne disidratata. In questo modo siamo reltivamente sicuri che la quantità di carne presente è quella dichiarata e non quella pesata a fresco e poi disidratata (che inevitabilmente diminuisce di peso, come tutti gli ingredienti freschi). Quindi, quando leggete un’etichetta di un mangime, il primo ingrediente che dovete trovare è la fonte proteica: carne e in che percentuale la trovate.

Anche per i grassi, quelli di origine animale come gli oli di pesce o di pollo, o di oca sono certamente quelli con le migliori caratteristiche, meno bene lo strutto ed i grassi generici. Il consiglio è quello di non soffermarsi all’etichetta, che purtroppo è ingannevole, il più delle volte, grazie a delle normative che consentono diciture poco chiare, ma di andare sul sito della casa produttrice ed accertarsi di capire gli ingredienti utilizzati.

Così come la qualità delle verdure, per valutare la qualità delle fibre presenti nel mangime, se solubili o insolubili.

Accertatevi poi che la quantità di carboidrati sia minima e, se possibile non sia presente il mais. Ottima fonte di carboidrati sono le patate e o il riso (meno indicato in caso di obesità)

Per quanto riguarda la dieta quindi abbiamo già visto che l’alimento light industriale tende ad aumentare la quota di carboidrati e a diminuire i grassi. Per ovviare a questo problema sarà quindi utile accertarsi che non abbia questa composizione.

Se vogliamo invece affidarci ad una dieta fresca, da inserire in modo graduale, in modo da abituare il cane alla nuova alimentazione, vediamo quali possono essere le indicazioni di massima.

Una dieta fresca equilibrata dovrebbe essere così composta:

  • 70%  prodotti di origine animale (carne, pesce, frattaglie)
  • 20% verdura e frutta
  • 10% carboidrati complessi (patate o riso)

Una dieta così composta può essere ovviamente variata nei componenti durante la settimana, non è necessario che sia tutti i giorni uguale (nessun animale è mai cresciuto allo stato libero con un menù fisso).

La quota di carboidrati può essere lasciata per l’inizio della dieta e si può valutare di diminuirla solo ed esclusivamente se non si vede una diminuzione significativa del peso, dopo diciamo circa 7/15 giorni dall’inizio della dieta, se la dieta che state seguendo è già fresca. Attendere fino a 20/30 giorni, se il cane arriva dai croccantini.


Pesare il proprio cane quindi all’inizio della dieta e continuare a farlo ogni paio di giorni, in modo da valutare la diminuzione del peso.

Se avviene la riduzione, continuare con la dieta e valutare di diminuire la quantità totale della razione gradatamente, con il diminuire del peso. (Se un cane pesa 20 kg, non dovrà mangiare la stessa quantità di cibo rispetto ad uno che pesa 17 kg.)

Quando si è raggiunto un peso accettabile, si potrà allora pensare di stabilizzare anche la dieta.

Potrebbe però capitare che il peso si fermi ad un certo punto e non diminuisca, nonostante non sia ancora quello giusto. A quel punto si può pensare di diminuire o eliminare completamente la quota di carboidrati complessi, fino a che non ricomincia a diminuire, cosa che dovrebbe succedere dopo qualche giorno dalla restrizione dell’ingrediente.

A quel punto, si valuta la sua reintroduzione, quando il peso è arrivato a quello desiderato.

 

Integrazioni

E’ possibile integrare con omega 3 e 6, (sostanze antiossidanti, preziose, soprattutto per diminuire l’infiammazione generica dell’organismo), somministrando oli di pesce e olio di lino (soprattutto per migliorare possibili allergie, problemi al pelo, acne, oltre che essere fonte di fibra solubile).

Anche lo yogurt è un’ottima fonte di grassi animali, oltre che di batteri probiotici per l’intestino. E’ quindi certamente consigliata la sua somministrazione nell’alimento.

 

Il movimento

Non esiste dieta efficace senza il movimento. A parte animali che hanno problemi motori particolari, che quindi non riescono proprio a muoversi, perché troppo grossi (in quel caso è NECESSARIO l’intervento del nutrizionista), o perché troppo dolenti, la dieta deve essere anche associata ad un aumento della quantità di tempo che il vostro cane deve passare a camminare.

Se non avete tempo da dedicargli, ma avete una pedana per i vostri allenamenti, pensate di insegnargli a stare sulla pedana con voi. Non sarà difficile farlo.

Gradatamente, una passeggiata di 30/40 minuti al giorno, ad aumentare fino ad un’ora al giorno migliorerà certamente la vostra e la sua forma fisica. State sempre attenti alle ore più calde, non fate voi e lui sforzi esagerati, insomma, USATE IL BUON SENSO!

Potreste magari approfittare delle vacanze per fare delle belle passeggiate al fresco!

 

Come dovremmo comportarci

Una breve considerazione generale, per concludere. I nostri animali domestici, dipendono da noi per l’alimentazione (oltre che per molto altro). Non sono cioè in grado di assumere alimenti se non siamo noi a fornirglieli. Questo significa che, a meno che non ci siano delle patologie endocrine sottostanti (casi abbastanza rari e comunque molto meno frequenti rispetto alla semplice maggior somministrazione di alimento) se un cane è sovrappeso, è perché lo stiamo alimentando troppo e in modo non corretto.

L’aumento del peso è poi graduale, non avviene di colpo, da un giorno all’altro, ma in modo costante e abbastanza evidente. Ciò significa che, se arriviamo ad avere un cane obeso, significa che non solo lo abbiamo alimentato in modo non corretto, ma non lo abbiamo nemmeno curato, osservato e guardato in modo adeguato.
Voler bene ad un animale significa prendersene cura, nel modo corretto, esattamente come ci si dovrebbe prendere cura del proprio organismo e peso.

E’ infatti un dato: l’incidenza di cani sovrappeso (negli Stati Uniti) è molto più alta se i loro padroni sono sovrappeso. Tutto questo per dire che, per far dimagrire il vostro cane, dovrete non soltanto cambiare la sua alimentazione, ma anche il vostro approccio ed il vostro modo di vedere il rapporto con lui.

Molti sono infatti i comportamenti scorretti che possono portare ad un eccesso di somministrazione di cibo (perché alla fine è di questo che si tratta).

  • Fornire bocconcini come premio al posto di una carezza e di un “bravo” -> Le mani le avete sempre con voi, così come la vostra voce o il vostro atteggiamento positivo nei suoi confronti, una carezza non costa nulla e ne avrete sempre in abbondanza, non rimarrete mai senza!
  • Pensare che il vostro cane sia il riciclo dei rifiuti o degli avanzi della vostra tavola -> fate meno da mangiare per voi e somministrate al vostro cane il cibo per lui. Risparmierete sulla spesa per voi e farete un favore a lui, dandogli la giusta alimentazione!
  • Confondere la voracità con il senso di fame -> molti cani non sono mai sazi. Questo perché, derivando dai lupi, hanno istintivamente la sensazione di non potersi nutrire tutti i giorni (il lupo caccia la preda quando la trova)e tendono quindi a buttarsi sul cibo, ogni volta che lo trovano. Questo non significa che hanno ancora fame, ma solo che hanno paura che non gli venga più somministrato altro cibo. Dovrete essere voi a regolarne la quantità. Non lasciate la ciotola sempre piena, dategli la giusta dose e basta.
  • Pensare che fargli assaggiare qualsiasi  cosa sia giusto per “fargli cambiare il gusto” -> siamo noi umani, che abbiamo il gusto del cibo, la voglia di variare, perché associamo al cibo molto altro: il rito della preparazione, della cucina. Molti di noi vivono per mangiare. I cani devono mangiare per vivere.

Bene con questo concludo, ringraziano la Dott.ssa Annalisa Barera, biologa nutrizionista per la preziosissima collaborazione prestatami. Vi invito a tornare su questo sito, il prossimo articolo sarà sul cane sportivo, le sue esigenze alimentari per micro e macronutrienti!

A presto!

Silvia

 

(*)Le note con (*)asterisco, si riferiscono a diciture testuali della Dott.ssa Barera.