Cane di Famiglia
- capire il tuo cane

I PARAMETRI DA MONITORARE PER IL CANE SPORTIVO

Insieme al veterinario valutiamo i parametri ematici e capiamo come migliorare la dieta e le fasi di allenamento.

Dott.ssa Silvia Camnasio Bonasegale

 

immagine introduttiva

In questo articolo cercheremo di analizzare quali parametri ematici che possono essere valutati durante il lavoro del cane, per mettere a punto un allenamento, una dieta ed un percorso di lavoro che sia adatto alle caratteristiche fisiche del cane.

Prima di affrontare la lettura di questo articolo, ti consiglio di dare uno sguardo a questo precedente, in cui ho messo a fuoco i meccanismi che intervengono nel metabolismo del cane durante il lavoro. Molti accenni infatti a tale articolo sono presenti anche in questo che stai per leggere. I parametri da valutare quindi sono:

 

1° parametro: Valutazione dell’ematocrito

“Per ematocrito si intende il rapporto tra la quantità di cellule presenti nel sangue e la parte liquida del sangue stesso. Quindi un sangue con più cellule (globuli rossi soprattutto) avrà un ematocrito alto, un sangue più liquido, con meno cellule, avrà un ematocrito basso.”

Valori dell’ematocrito nelle prove di resistenza

Nelle prove di resistenza, all’inizio della prova, l’ematocrito aumenta. Questo perché la funzione primaria dei globuli rossi è di trasportare ossigeno. Alla fine, soprattutto nei casi di sforzi sopra le possibilità di allenamento del cane, o in cani che non sono riusciti a terminare la prova, si è evidenziata una diminuzione dell’ematocrito (minor numero di globuli rossi).

Tale diminuzione è dovuta a carenza di ferro e proteine nella dieta.

Questo perché le proteine hanno funzione plastica, come abbiamo già spiegato qui, una tale evenienza quindi implica una dieta troppo povera di proteine.

Valori dell’ematocrito nelle prove di sprint

Nei levrieri da corsa si è valutato un aumento dell’ematocrito fino al 15-20% (dei globuli rossi e della emoglobinemia). Valore che tenda alla normalità entro 30 minuti dalla fine della gara (studio effettuato dopo una corsa di 722 metri).

Se questo parametro tarda a normalizzarsi, significa che c’è o una non corretta preparazione, o uno stato di disidratazione eccessivo.  Ciò è dovuto al fatto che durante la corsa si ha un forte aumento della temperatura corporea, oltre ad un aumento della emoconcentrazione per dispersione di liquidi dovuto al forte aumento della frequenza respiratoria. Le perdite di liquidi quindi vanno assolutamente ripristinate con aumento della razione di acqua ed anche della qualità della stessa.

Il rischio in caso di mancata o insufficiente reidratazione è l’ipertermia (colpo di calore).

 

valori di ematocrito ed emoglobina

 

2° parametro: valutazione della glicemia ed implicazioni sulla percentuale di lipidi e carboidrati nella dieta.

La glicemia è la quantità di zucchero presente nel sangue.

Valori della glicemia nelle prove di resistenza

Questa aumenta di circa il 10% nei cani con attività di resistenza (traino e caccia).  Abbiamo visto come, durante l’esercizio, la via metabolica maggiormente utilizzata per la formazione di energia, sia soprattutto quella aerobica, con consumo di acidi grassi e glicogeno dal muscolo. L’affaticamento del muscolo sopraggiunge velocemente in caso di consumo di tale elemento.

Studi su cani da resistenza e traino, hanno dimostrato che, al fine di preservare al massimo la quota di glicogeno del muscolo, e quindi per far intervenire tale combustibile solo in extremis, la quota di lipidi della dieta deve essere decisamente alta. 

La quantità di carboidrati non deve superare il 30% della materia secca della razione. Tale quota infatti consente comunque di ripristinare il glicogeno stoccato nel muscolo (Reynolds AJ, Fuhrer L., Dunlap HL& al).

Valori della glicemia nelle prove di sprint

 Questo è il parametro più direttamente legato all’alimentazione ed al giusto livello di grassi e CARBOIDRATI (quindi non proteine come negli allenamenti da sforzo).Durante uno sforzo di 30 secondi è il glicogeno muscolare ad intervenire come fonte energetica (il perché ed il come è spiegato qui).

La glicemia quindi si alza immediatamente (da 6 a 9,5 mmol/lt di sangue) dopo l’esercizio muscolare, per degradazione del glicogeno muscolare. In 48 secondi, il 50-70% delle scorte sono già state mobilizzate.

La quantità di glicogeno stoccato nel muscolo è direttamente dipendente dalla dieta, che dovrà essere con percentuali diverse di grassi e carboidrati complessi. (50-70% del totale delle calorie della razione proveniente dai carboidrati).

A tal proposito è interessante osservare come la spesa calorica durante l’esercizio è direttamente proporzionale alla distanza percorsa e non alla sua intensità (1).

Quindi una gara di velocità necessita di una inferiore quantità calorica rispetto ad una gara di resistenza.

Tabella 1 alimentazione cane sprint

I cani da sprint che corrono per meno di 20 minuti in una sola batteria hanno un beneficio se vengono alimentati con una lieve diminuzione dell’apporto calorico  (20-30% in meno) nelle 24 h precedenti, questo per diminuire la quantità di feci (1).

 

tabella glicemia e acido lattico

 

3° parametro: Acido Lattico ematico

“L’acido lattico (lattato) è quella sostanza che, se prodotta in eccesso, rispetto al suo consumo nel sangue, provoca affaticamento precoce del muscolo. Un eccesso importante e prolungato, provoca la Rabdomiolisi, malattia da affaticamento muscolare, che può portare anche a gravi danni renali (fino alla morte dell’animale) oltre che ad una totale incapacità di movimento del cane, con dolori muscolari importanti”

L’acido lattico ematico è un parametro molto importante da valutare per capire se l’allenamento è svolto in modo adeguato. E’ infatti l’allenamento che garantisce la resistenza ed il minor sviluppo (o maggior riutilizzo) del lattato.

Quanto lattato nel sangue?

La quantità massima di lattato che l’organismo riesce a smaltire è di 4mmol/litro di sangue. Questa è la quota che l’organismo produce e riesce a riutilizzare e quindi a smaltire. Superata questa soglia (la così detta soglia aerobica), si instaura lo stato di acidosi, con conseguente affanno, affaticamento e diminuzione della resa. (Ne abbiamo parlato profusamente qui la paragrafo “l’apporto energetico del muscolo”).

A riposo il lattato è di 1,8mmol/l.

La sua valutazione quindi è in grado di dire se il tipo di lavoro svolto è coerente con la preparazione. Nel cane si possono valutare molte differenze di razza nei valori ematici del lattato ed il suo adattamento e rimodulazione in base all’allenamento.

Durante lo sprint  l’acido lattico si forma per la degradazione del glicogeno muscolare ed aumento da 5 a 20 volte (anche subito prima della gara, per eccitazione del cane) con ritorno a valori normali in 30-60 minuti.

L’adattamento all’allenamento è evidenziato dal ripristino del valore normale entro questi tempi. Sforzi esagerati e non coerenti con il grado di allenamento raggiunto, sono in grado d creare una grave acidosi con valori che da 1-2 mmol/l, arrivano a 14-30 mmol/l, con grave acidosi metabolica. I danni saranno, oltre all’ovvia diminuzione delle prestazioni, il rischio di rabdomiolisi, emoglobinuria (sangue nelle urine) ed un generale stato tossico, che può, nei casi più gravi portare a danni renali anche permanenti.

 

alimentazione cani spostivi

 

4° parametro: Proteine totali del sangue e azotemia

Il valore normale delle proteine totali del sangue è un range compreso tra i 55-71 g/l.

Valori delle proteine nelle prove di resistenza

Durante le corse di lunga distanza, traino e sforzi prolungati, si ha una netta diminuzione della protidemia totale (proteine nel sangue), segno del consumo di proteine utilizzate per la formazione e ricostituzione di cellule (abbiamo visto già in un precedente articolo la funzione delle proteine)

Il metabolismo delle proteine durante lo sforzo, fa si che la quota proteica totale nel sangue diminuisca anche di 5 g/l. Quando, durante sforzi molto intensi, il glicogeno si è consumato, l’organismo passa a consumare proteine (quindi a produrre energia dalla degradazione degli amminoacidi che le compongono).

Le proteine non sono altro che lunghe catene di amminoacidi (sostanze con una grande quantità di azoto al loro interno, per questo detti anche produttori di sostanza azotata). La degradazione delle proteine (e quindi degli amminoacidi di cui sono composte) provoca un aumento delle sostanze di “scarto” nel sangue, tra cui un aumento dell’azoto.

L’azotemia quindi è un altro parametro importante, legato soprattutto al sistema di espulsione di queste sostanze: il sistema renale. Abbiamo infatti visto che il sangue trasporta sostanze cataboliche (di scarto) che vengono poi portate al sistema renale per la loro espulsione. Il sistema renale però a sua volta potrebbe non essere correttamente funzionante, espellendo troppe sostanze (attraverso un danno dei filtri renali) oppure non espellendone a sufficienza. Questo porta quindi ad uno squilibrio, che si riflette poi sempre a livello ematico (nel sangue). Quindi, se si ha un aumento delle sostanze azotate (uremia) nel sangue, alla fine di una competizione, potrebbe voler significare non soltanto un aumento del catabolismo proteico, ma anche ad un danno renale.

Valori delle proteine nelle prove di sprint

Le proteine totali aumentano del 20 % per poi diminuire dopo 3 ore dalla prova, vanno al di sotto dei valori normali.

Prima della prova 61+/- 5 g/l
Subito dopo la prova 73 +/- 6 g/l
Dopo 3 ore dalla prova 58 +/- 4 g/l

Questo per il consumo di proteine che avviene durante lo sforzo e che va ripristinato con la dieta.
Un valore intorno al 24% delle calorie in proteine nella dieta, riesce a ripristinare questo stato, a patto ovviamente che siano proteine di qualità.

 

tabella proteine e creatinina

 

7° PARAMETRO:gli elettroliti

Gli elettroliti, Sodio, Potassio, Calcio e Magnesio, aumentano considerevolmente dopo lo sprint. Il normale ripristino è indicato nella tabella sottostante.
In caso si assista ad un aumento dei tempi, di recupero è possibile che sia dovuto a disidratazione, come nel caso dell’ematocrito.

 


tabella apporto energetico macronutrienti  

Aumento di valori enzimatici nel sangue: CK (creatininchinasi) AST (aspartatoaminotrasferasi) LDH (latticodeidrogenasi)

Valori enzimatici nelle prove di resistenza

Senza entrare nello specifico della funzione di questi enzimi, basti sapere che sono enzimi di origine muscolare e che aumentano quando c’è uno sforzo muscolare esagerato rispetto al livello di allenamento raggiunto. Sono stati studiati e valutati in gruppi di soggetti sottoposti a gare di resistenza. Il gruppo che non era riuscito a finire la gara, aveva questi parametri molto più alti rispetto al normale, a confronto invece con il gruppo che aveva terminato la performance.

La valutazione di questi parametri risulta fondamentale in quanto sono in grado di diagnosticare danni muscolari e/o fenomeni di rabdomiolisi PRIMA che si instauri la manifestazione clinica, con danni spesso, a quel punto, irreparabili.

Valori enzimatici nelle prove di sprint

Questi enzimi sono presenti naturalmente all’interno del muscolo, ma possono riversarsi nel circolo ematico, se esistono dei danni, di diversa origine (tra cui anche un accumulo di lattato nel muscolo e transitoria carenza di ossigeno) a livello delle cellule muscolari che li fanno passare nel sangue.
Sono quindi stati considerati dei parametri utili per valutare l’adeguatezza del programma di allenamento, nonché dare una valutazione precoce del possibile danno muscolare, prima che si manifesti una qualunque sintomatologia legata a diminuzione delle prestazioni.
Il ripristino di valori normali entro un tempo determinato è indice di corretto allenamento e di assenza di danno muscolare.
Questo tempo è variabile a seconda delle distanza percorse. I valori devono tornare normali in tempi brevi, da pochi minuti a qualche ora.
Se si assiste a valori che impiegano anche giorni a ritornare normali,( in particolare la CK e AST) anche senza la presenza di rigidità muscolare e/o dolori, possono essere sintomatici di una forma sub acuta (quindi asintomatica) di rabdomiolisi.
In questo caso si deve rivalutare la dieta (con aumento di carboidrati altamente digeribili fino al 70% dell’EM)oltre che una rivalutazione del programma di allenamento.

 

tabella enzimi muscolari

 

Raccomandazioni finali

Infine a costo di sembrare scontata, prima di cominciare un programma di lavoro con il proprio cane è essenziale che questo venga sottoposto ad esami non soltanto ematochimici, ma anche radiologici ed ecocardiografici, per essere certi che tutti gli organi (cardio-circolatorio, renale, respiratorio) siano ben funzionanti, non sofferenti e nei parametri di dimensioni normali.

 

visita veterinaria

 

Bibliografia:

  • Correlazione tra aspetti fisiologici dello sforzo muscolare e metabolismo dei principi nutritivi nel cane durante competizioni sportive e resistenza - Giorgia Meineri –
  • Lattato  e cortisolo nell’esercizio muscolare e nell’allenamento sportivo. Valutazione specifica e rapporti segugio, setter inglese, spinone , pastore tedesco e levriero. - F. Preziuso, S. Preziuso -
  • Ck (creatinfosfochinasi) nel lavoro e nell’allenamento sportivo del segugio in attività di caccia al cinghiale . - F. Preziuso, S. Preziuso –
  • Analisi di parametri ematici significativi nel controllo e nella valutazione dell’allenamento sportivo nel cane e in altre specie di animali di riferimento. - F. Preziuso, S. Preziuso –
  • Tabella tratta da Grandjean D, Paragon BM: Alimentation du chien de traineau. 1- Bases physiologiques et metaboliques. Rec. Med. Vet. 162:1167-80, 1986. 
  • Giorgia Meineri: Correlazione fra aspetti fisiologici dello sforzo muscolare e metabolismo dei principi nutritivi nel cane durante competizioni sportive di velocità.
  • (1) Nutrition_for_Working_and_Service_Dogs