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ALLENAMENTO DEL CANE SPORTIVO: SPRINT E VELOCITA’

Dott.ssa Silvia Bonasegale Camnasio medico Veterinario

L’allenamento del cane che svolge attività breve, ma molto veloce ha gli stessi principi base dell’allenamento del cane da endurance, qui descritto. In questo caso però i carichi saranno valutati per gli aspetti esclusivi della velocità e brevità di tempo dello sforzo oltre che nella frequenza dello sprint.

Le basi alimentari di questo tipo di allenamento a cui fare riferimento sono molto diverse rispetto a quelle del lavoro da endurance.

Le implicazioni sul tipo di metabolismo, alimentazione e parametri ematici, sono già stati ampiamente descritti nelle precedenti pubblicazioni che ti invito a consultare per meglio capire ciò di cui stiamo parlando.

L’allenamento in velocità sarà mirato soprattutto a:

  • Adattare le fibre muscolari alla maggior velocità di contrazione
  • Diminuire il carico di acido lattico prodotto
  • Aumentare la capacità di recupero e smaltimento delle sostanze di scarto.

Per fare ciò dovremo impostare un programma che permetta di sviluppare al meglio il metabolismo sia aerobio, coinvolto al 25% nello sforzo, che anaerobio lattacido , coinvolto per il restante 75%.

I principi generali descritti in questo articolo sono utilmente impiegabili per tutte le discipline nelle quali la prestazione è costituita da “scatti” e accelerazioni relativamente brevi, che comportano determinate sollecitazioni all’apparato muscolo-scheletrico e stress cardiocircolatorio. Quindi, per fare alcuni esempi, troviamo applicazione nelle gare di Agility, Disc Dog, Utilità e Difesa. Non v’è dubbio tuttavia che le specialità nelle quali la preparazione atletica fa letteralmente la differenza sono quelle di velocità pura, quali il Racing e il Coursing, a cui in questo articolo dedicheremo un particolare focus di approfondimento.

 

Papillon - salto in Agility

 

L’allenamento per le gare di velocità

Partiamo dal presupposto che il cane da corsa va adattato fin dalle prime fasi di vita ed abituato ad un certo tipo di attività. Il cucciolo quindi dovrebbe essere  abituato al trasporto, alla frequentazione e visione dei campi di gara, con possibilità di correre socializzando  con i suoi simili. Lunghe passeggiate, sono molto importanti. Inoltre è fondamentale la possibilità di vivere in zone aperte e con ampi spazi dove correre insieme ad altri cani.

Nel Greyhound, l’allenamento vero e proprio non comincia prima del primo anno di età.
L’abitudine alla museruola dovrà avvenire già in questa fase della vita, essendo obbligatoria per quasi tutte le razze levriere. Bisogna inoltre considerare la grande fragilità psichica di questi cani, facendo quindi particolare attenzione ad adattare il cane anche al campo gara, non iscrivendolo fin da subito a gare troppo stressanti e con troppi soggetti.  Insomma la gradualità è essenziale.

L’allenamento consiste in fasi di lavoro breve ed intenso alternati a passeggiate (recupero e potenziamento della fase aerobica).

I primi galoppi su pista saranno su distanze brevi (sulla gradualità dei carichi di lavoro vedi anche quest’altro articolo) max 350 m, una volta a settimana. Il resto dei giorni passeggiate (8 km al giorno a 4km/h) per potenziare il lavoro aerobico, con brevi scatti ogni 2 giorni.

In questo modo si riesce ad avere un lento e graduale adattamento del corpo e del muscolo. L’aumento del carico, dopo miglioramento della condizione, è a 500m di corsa veloce.

 

La valutazione della forma e quando cambiare carico.

In realtà è l’esperienza del conduttore, associata alla valutazione dei tempi di recupero e delle prestazioni del cane in velocità che fanno dire quando si è arrivati al momento di aumentare. Ogni cane poi reagisce a modo proprio e quindi non si ha un parametro standard. A livello generico dobbiamo considerare che:

  • Un allenamento basato su troppo lavoro lento (quindi con uno sviluppo solo aerobico) migliora i parametri di respirazione, ma rallentano il muscolo sviluppandone troppo la fibra lenta. Il cane si stanca di più, e si adatta maggiormente allo sforzo a lungo termine . (Diminuzione della prestazione in velocità)
  • Un allenamento troppo veloce (quindi con troppi sprint) crea lesioni muscolari anche asintomatici, con generale diminuzione del rendimento (tempi peggiorati nella prestazione in velocità).
  • Poco lavoro veloce il cane tende a cedere alla fine della prestazione, con possibilità di gravi lesioni muscolari e tendinee (lussazioni, fratture dovute a cadute ecc ecc)

Oltre quindi alla valutazione sui tempi del cane nella velocità, il conduttore dovrà basarsi su parametri biomedici. Primo fra tutti il ritorno alla normale respirazione che deve avvenire entro 10 minuti dalla fine della prestazione.

Conoscere la frequenza respiratoria normale del proprio cane è quindi fondamentale e deve essere valutata più volte all’interno della giornata, in base allo stato di eccitazione, temperatura, condizione fisica del soggetto.

Altro metodo meno empirico è affidato ad un frequenzimetro (per la frequenza cardiaca) e ad un software che consente di valutare lo stato dell’allenamento del soggetto in base a parametri ed algoritmi particolari che mettono in relazione la velocità di corsa relativa e la frequenza respiratoria (Andrea Beni medico veterinario).
Ovviamente sono paragonabili solo all’interno della stessa razza.

Anche i parametri ematici sono un punto di riferimento da tenere in considerazione per le prestazioni ed il livello di allenamento del cane.

 

levriero - corsa

 

Le gare di racing

Alle gare di racing, normalmente possono partecipare tutti i levrieri. Per poter partecipare i cani devono avere tra i 15 mesi, - per gli whippet- 18 mesi gli altri levrieri ed i 6 anni di età, e devono avere una licenza di corsa, in cui, oltre a parametri di struttura, viene evidenziata la loro capacità di correre insieme ad altri cani, senza  avere atteggiamenti di aggressività o di gioco. Devono quindi essere in grado di rincorrere lo zimbello senza distrazioni. Tutti devono indossare la museruola (ad esclusione del piccolo levriero italiano, l’Irish wolfhound e deerhound), fatto che dovrà essere tenuto in debito conto, per abituare il cane il prima possibile ad indossarla senza stress. Inoltre dovranno dimostrare di non subire stress dovuto alla gabbia di partenza ed essere in generale dei cani equilibrati.

La licenza di corsa si ottiene tramite iscrizione presso gruppi di levrieristi (questo un altro sito) autorizzati dall’ENCI e dalla FCI, che organizzano, assieme a giudici adibiti allo scopo, tali eventi. All’interno di queste organizzazioni si effettuano gare di vario livello per insegnare a cani con diversi stadi di preparazione ed abituarsi alla partecipazione delle gare.

Le gare di racing approvate in Italia, normalmente non superano i 380, 520 metri. I cani però correranno più volte all’interno della stessa giornata durante una stessa competizione, in quanto dovranno passare delle selezioni in batterie, fino ad arrivare alla corsa finale.  Questo è un altro fattore da tenere in grande considerazione durante l’allenamento del cane.

Anche l’alloggiamento dei cani durante l’attesa della gara sarà un fatto da tenere presente.
Areazione, ombreggiatura, quantità di acqua a disposizione, sufficiente lontananza dal campo gara, sono tutti fattori che possono influenzare fortemente lo stato psico-fisico del cane.

Esattamente come i cani da caccia impiegati nelle prove di cerca, e tutti i cani che vengono impiegati in una competizione anche i levrieri prima della gara subiscono un forte stress, dovuto al desiderio di correre, ma anche allo stress della competizione che, inevitabilmente subiscono.

Tutti questi fattori concorrono, insieme all’alimentazione, all’allenamento ed all’affiatamento con il conduttore, al conseguimento di un buon risultato in queste discipline.

 

Il Coursing

Nel coursing, il cane corre su una lunghezza di 600 metri a coppie e senza gabbia di partenza, su un terreno a prato o sabbia. In questa gara, si da sfogo all’istinto fortemente predatorio a vista del cane che rincorre in coppia con un altro un fantoccio.

In base al tipo di gara sarà valutato il cane con parametri differenti che non implicano solo la velocità, ma anche l’intelligenza, la capacità di seguire un percorso particolare (si devono attraversare delle così dette “porte”).

La valutazione quindi potrà essere a punti, in base alla capacità di impostare il percorso da parte del cane se passa prima dell’altro ed altri punteggi che si accumulano, oppure con parametri soggettivi del giudice che dovrà tenere conto dell’ entusiasmo, la seguita, velocità, agilità, resistenza, e mossa sull'esca all'arrivo.
Naturalmente tali caratteristiche si esprimono in modo diverso per le varie razze e come tali sono giudicate.

 

Raccomandazioni finali

Considerando che il cane dovrà e potrà gareggiare sempre insieme ad altri cani ed in cinodromi, è utile che tali posti vengano frequentati spesso e che anzi, gli stati di allenamento vengano fatti assieme ad altri cani con simulazioni di gara (allenamenti che vengono infatti programmati dai vari club di levrieri, a beneficio degli iscritti).

Ricordo inoltre l’importanza del riscaldamento e della fase di defatigazione come già spiegato nell’articolo sui carichi dell’allenamento.

Il camminare è certamente uno degli esercizi più utili sia per il riscaldamento che per il defatigamento. In particolare il movimento, è utilissimo per la detossificazione dall’acido lattico. La camminata può essere fata su terreni diversi, sabbia, erba o (se fosse possibile) anche nell’acqua.

Un buon riscaldamento deve essere fatto con camminata al guinzaglio, per una ventina di minuti almeno e se ci sono dei piani inclinati, sarebbe ancora meglio. I piani a diverse inclinazioni consentono di attivare i propriocettori, con rinforzo della parte tendinea e muscolare, oltre ad attivare il metabolismo e l’irrorazione a livello muscolare.

Dopo e solo dopo il riscaldamento può essere fatta anche una sessione di streching al quale dedicheremo un articolo ad hoc a breve.

Vi anticipiamo nel frattempo che un esercizio molto utile è dedicato alla torsione della colonna vertebrale, posizionandosi dietro di lui e non facendolo spostare se non sul treno anteriore:

  • fategli prendere un boccone alternando prima alla sua destra e poi alla sua sinistra;
  • fategli prendere un boccone sollevandosi sulle zampe anteriori, per fargli allungare la colonna.

Esistono poi dei movimenti specifici delle articolazioni che vedremo nell’articolo dedicato.

Il defaticamento invece deve essere fatto su terreni leggeri, piani e sempre al guinzaglio con decelerazione dell’intensità del lavoro, fatta in modo graduale, non impiegando meno di 10-15 minuti.

Utile dopo il movimento anche un leggero massaggio muscolare su tutto il corpo, con particolare attenzione alle fasce muscolari maggiormente attivate: schiena, spalle, arti. Il massaggio dovrà essere superficiale, leggero, con movimenti rotatori delle dita.

Questo ha un forte effetto rilassante sul cane (che può anche addormentarsi) oltre a stimolare anch’esso  la circolazione periferica. Lo streching deve essere fatto subito dopo la fase di defatigamento (il cane non deve essere “freddo”), con movimenti passivi delle articolazioni, che dalla posizione normale devono essere portati dolcemente in posizione iperflessa, mantenuta per circa 8-10 secondi e poi riportata in posizione normale.

Un’ultima considerazione. Se si è proprietari di un cane da “gara” in generale, è fondamentale che questo venga preparato e seguito prima di tutto dal punto di vista del medico veterinario che dovrà valutare lo stato di salute del cane PRIMA dell’inizio dell’ allenamento. Dal punto di vista della dieta, che abbiamo visto essere differente sia durante l’allenamento, che subito prima della gara che dopo e nelle varie fasi della preparazione.

Ed in ultimo, per la fase atletica e prestazionale, sarebbe buona cosa affidarsi ad un esperto che conosca le basi di questa disciplina e che sappia riconoscere le varie fasi della preparazione del tuo cane per affiancarti in questo compito. In questi casi il fai da te, potrebbe creare danni irreparabili agli amici pelosi. Nella scelta della persona, non valutare solo i risultati in gara, ma anche la gestione dei cani che ha in affidamento durante le gare e durante gli allenamenti. Informati, chiedi e valuta con tutta calma perché è del tuo cane che si sta parlando e non di un “risultato soltanto”.

 

Fonti:

  • Levriero preparazione sportiva Dott. Angelo Anselmi medico veterinario
  • Lo sport e i levrieri
  • International Congress of the Italian Association of Companion Animal Veterinarians May 2006